Tavio, infettivologo degli Ospedali Riuniti: «L’immunità di gregge? Ancora troppe variabili. A ottobre? Dipende da quanti si vaccinano»

Giovedì 10 Giugno 2021 di Martina Marinangeli
L'infettivologo Marcello Tavio

ANCONA - La marcia dei vaccini accelera la ritirata del virus, ma è solo con l’immunità di gregge che potranno scorrere i titoli di coda sulla pandemia. E procedendo a questi ritmi di somministrazioni, nelle Marche l’obiettivo potrebbe essere raggiunto a settembre. Intanto però, fa bene al morale guardare l’immagine plastica dell’arretramento del Covid, data da un elemento in particolare: quello delle persone in attesa di ricovero nei pronto soccorso. 

 

 
Le ambulanze in fila
Nel periodo nero di marzo, quando le ambulanze facevano la fila davanti agli ospedali, si raggiunse un picco di 151 pazienti (il 22 marzo, per la precisione) a cui non si riusciva a garantire un posto letto nei reparti. Ieri, dopo mesi, quel dato ha raggiunto lo zero. Segno che gli ospedali stanno tornando a respirare, anche grazie al calo fisiologico che il Covid subisce da maggio. Ora la battaglia può concentrarsi sul fronte della campagna vaccinale e punta dritto all’immunità di gregge. A spiegare di cosa si tratti nello specifico, ci pensa il dottor Marcello Tavio, presidente nazionale degli infettivologi e primario della divisione di malattie infettive dell’ospedale di Torrette: «l’immunità di gregge si raggiunge quando una percentuale importante di popolazione ha anticorpi protettivi nei confronti del virus, impedendogli così di diffondersi nella comunità. I vaccinati o i guariti, nella fattispecie, proteggono quelli che sono ancora suscettibili». Il nodo cruciale è: come si fa a calcolare le percentuale di persone che devono essere vaccinate (aggiunte ai guariti) per raggiungere l’immunità di gregge? 


La formula e la soglia
«C’è una formula matematica – traccia l’equazione Tavio –: 1 meno 1 diviso R con zero, uguale alla percentuale di persone con anticorpi protettivi che bisogna avere per ottenere l’immunità di gregge. Il termine ignoto in quest’equazione è l’R con zero, da cui dipende la capacità del virus di infettare le persone. L’R con zero del morbillo, per esempio, è 18: sviluppando la formula, emergerà che serve un 95% di persone vaccinate per ottenere l’immunità di gregge. Se l’R con zero di Sars-Cov-2 fosse di 5, com’è probabile, avremmo circa l’80%». Data questa percentuale, si calcola la capacità di vaccinare di una regione e si fa la proiezione di quando si otterrà il numero magico. Considerando che, al momento, nelle Marche un milione di persone ha ricevuto almeno la prima dose, «si può ragionevolmente pensare che, nei prossimi mesi, forse anche tra settembre ed ottobre, si arriverà vicini al 70-80% - abbozza una previsione l’infettivologo –. A quel punto, il virus non troverà più persone suscettibili per tenersi in vita». 


Le percentuali in cifre
Traducendo la percentuale in cifre, per parlare di immunità di gregge, dovranno aver completato il ciclo vaccinale tra 1.100.000 ed 1.200.000 marchigiani. E questo significa che andrà coinvolta anche quella fascia di popolazione under 12 per la quale non è ancora stato dato l’ok alla vaccinazione. «Il virus non fa distinzione tra le persone che noi decidiamo di vaccinare e quelle che restano fuori – osserva Tavio –. Il calcolo va fatto sulla totalità delle persone, non su quelle che al momento possono ricevere la somministrazione». Una discrepanza che rischia di compromettere il raggiungimento dell’obiettivo dell’immunità di gregge? Tutto dipende dall’affidabilità dei numeri perché, nell’equazione tracciata sopra, ci sono dei margini di incertezza: «intanto, l’R con zero – mette in fila le questioni il primario – perché non sappiamo con esattezza quale sia questo numerino magico. È sicuramente sopra il 2,5 che era stato detto all’inizio, e non dovrebbe essere superiore a 5». Il secondo margine di incertezza è il grado di copertura che ci viene dal vaccino: «non sappiamo ancora quanto duri e quanto sia completa la protezione». Terzo elemento, le varianti: «non sappiamo se i sieri saranno totalmente protettivi anche verso di esse. Per questo dobbiamo essere prudenti e dire che l’immunità di gregge è il punto ideale di arrivo, ma per raggiungerlo bisogna impegnarci tutti. Bisogna dotare le persone di anticorpi che possano combattere la malattia anche se contraggono l’infezione. Quindi, cari cittadini, vaccinatevi».

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Ultimo aggiornamento: 18:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA