Il Green pass per i docenti, da settembre certificazione obbligatoria: senza si rischia fino allo stipendio. Serve anche per viaggiare

Venerdì 6 Agosto 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Il Green pass per i docenti, da settembre certificazione obbligatoria: senza si rischia fino allo stipendio. Serve anche per viaggiare

ANCONA - Gli studenti marchigiani minorenni non avranno l’obbligo di Green pass per andare a scuola, ce l’avranno invece i giovani universitari che frequenteranno gli atenei della regione così come i professori e tutto il personale scolastico. Un vincolo per pochi, in quest’ultimo caso, visto che nelle Marche - alla fine di luglio - aveva ricevuto la prima dose il vaccino il 95% del target appartenente proprio a questa categoria. 

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La profilassi
Su 36.012 persone, infatti, in 34.481 hanno già seguito l’iter della profilassi anti Covid: per i docenti che ancora non hanno prenotato il siero, il governo ha riservato un passaggio durissimo del nuovo decreto che resterà in vigore dal primo settembre al 31 dicembre (quando è prevista la fine dell’emergenza pandemica). Il mancato rispetto dell’ingresso in classe o in aula con la certificazione verde viene considerata assenza ingiustificata: dopo 5 giorni di assenza viene sospeso il rapporto di lavoro, senza stipendio. «Sul Green pass - ha sottolineato ieri sera il ministro Speranza durante la conferenza stampa post Cdm - abbiamo iniziato a investire nelle settimane passate e con questo decreto facciamo un ulteriore passo in avanti». Il documento, approvato dopo una lunga giornata trascorsa tra cabina di regia, conferenza delle Regioni e Consiglio dei ministri, prevede anche l’utilizzo obbligatorio in classe per gli studenti dai sei anni escludendo però l’ora di ginnastica, dando il definitivo addio alla Dad. 


La Dad come estrema soluzione
La didattica a distanza sarà introdotta infatti solamente in caso di estrema necessità: saranno i Comuni o la Regione Marche a decidere la chiusura degli istituti in deroga a specifiche aree del territorio o per singoli plessi ma soltanto in zona rossa o arancione, oppure per casi eccezionali di focolai e di rischi elevati. «Abbiamo fatto una scelta importante - ha sottolineato Speranza -: quella del ritorno in presenza nelle scuole, il Green pass per tutto il personale, niente certificazione per i nostri studenti e le nostre studentesse però vigilanza massima». Dal primo settembre cambiano anche le regole per i trasporti. Il provvedimento approvato dal Cdm introduce il Green pass per i mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Sarà obbligatorio esibirlo per gli aerei con trasporto di persone, sulle navi e sui traghetti interregionali, sui treni di tipo Intercity, Intercity Notte e Alta velocità. 


Le norme sui collegamenti
Quanto agli autobus adibiti per trasporto di persone l’obbligo vale per i viaggi effettuati su un percorso che collega più di due regioni: «Quello di due regioni è considerato uno spostamento di breve spazio - ha precisato il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini - e abbiamo anche introdotto il Green pass sugli autobus adibiti a noleggio, ad esclusione di quelli utilizzati per i servizi aggiuntivi, come per le scuole». Ovviamente queste regole non si applicano «per i soggetti esclusi dalla campagna vaccinale e per i soggetti esenti come da idonea certificazione». Nel decreto approvato ieri sera è stata trovata anche una prima soluzione per i cittadini di San Marino con l’esenzione fino al 15 ottobre per chi ha ricevuto il vaccino Sputnik, «ma questo non significa riconoscere il vaccino Sputnik - ha chiarito Speranza - La nostra è una soluzione transitoria che consentirà una ulteriore valutazione sia all’Ema sia alle autorità di San Marino rispetto all’utilizzo di altri vaccini».


Le terze dosi
Nel frattempo il ministro ha anche anticipato che l’Italia ha già provveduto ad acquistare dosi sufficienti per poter dare la terza dose del vaccino. « Noi siamo pronti, chiaramente aspettiamo le indicazioni dell’autorità scientifica internazionale a dirci qual è il tempo giusto per somministrare la terza dose. Le prime indicazioni fanno presupporre che si inizierà dai più fragili, da chi ha difficoltà di natura immunitaria». 

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Ultimo aggiornamento: 16:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA