Dossier in arrivo: ​l’elenco delle riserve per stanare i furbetti dei vaccini last minute

Sabato 10 Aprile 2021 di Martina Marinangeli
Dossier in arrivo: l elenco delle riserve per stanare i furbetti dei vaccini last minute

ANCONA - «Le Regioni virtuose, quelle che non permetteranno più di saltare la fila e metteranno al riparo i fragili, potranno aprire prima». Sta diventando una vera crociata quella del premier Mario Draghi contro i furbetti del vaccino e contro quei territori che, anziché procedere nelle somministrazioni per età e grado di vulnerabilità, sono andati in ordine sparso, lasciando indietro chi ne aveva più diritto e necessità. Nei giorni scorsi, a Palazzo Chigi c’è stata una riunione ad hoc con i vertici della struttura commissariale per l’emergenza Covid proprio per fare luce sui punti ciechi e per accendere un faro su una questione in particolare.

 

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Nel report che viene quotidianamente caricato sul sito del ministero della Salute, tra le categorie vaccinali è spuntata di punto in bianco la voce “Altro”, un sottogruppo che non si capisce quali soggetti contenga. In una campagna vaccinale di questa portata, la precisione nell’informazione è tutto e un’etichetta così vaga rischia di gettare un’ombra sull’operazione. Anche perché, tra gli “Altri”, si nascondono pure quei “riservisti” che hanno aspettato fuori dai centri vaccinali le dosi in avanzo a fine serata e ricevuto la somministrazione pur non rientrando tra le categorie prioritarie.

Una questione talmente scottante che il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, ha annunciato che richiederà i nominativi dei vaccinati inseriti nella categoria “Altro”. Nelle Marche, l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini ha dato l’ordine di effettuare una verifica sull’affaire riservisti, dopo il caso riportato dal Corriere Adriatico, per poi trasmettere gli atti in Procura. Gli uffici stanno raccogliendo il materiale incrociando le schede dei prenotati, delle liste overbooking (ovvero le persone tra le categorie prioritarie da contattare nel caso qualcuno non si presentasse ed avanzassero dosi a fine serata) e dei vaccinati, per capire se tutti coloro che hanno ricevuto una somministrazione finora ne avessero diritto. 

Nell’attesa delle verifiche, qualcosa già non torna nei numeri diffusi con i report quotidiani, dove sono evidenti sostanziali discrepanze tra i dati caricati sul sito del ministero della Salute e quelli della piattaforma attivata dalla Regione, compresa quella famosa voce “Altro”. La voragine più evidente si apre nella categoria del personale non sanitario, nebulosa fin dall’inizio della campagna vaccinale. Il gruppo consiliare del Pd ha in più occasioni chiesto quali soggetti, nello specifico, rientrassero in questo target ma, anche dopo un accesso agli atti, un’interrogazione e due solleciti al presidente del Consiglio regionale non ha ricevuto risposta. 

Il consigliere dem Antonio Mastrovincenzo, firmatario dell’atto ispettivo, ha fatto sapere che intende a questo punto «rivolgersi al di fuori della nostra istituzione assembleare, anche direttamente al rappresentante del Governo (la Prefettura, ndr), per vedere soddisfatto il mio diritto di trovare adeguate risposte, informazioni che ritengo utili per l’intera cittadinanza marchigiana». Sul sito ministeriale, le somministrazioni a questo non meglio precisato gruppo di “non sanitari” ammontano a sole 1187, mentre nella piattaforma della Regione ne risultano ben 28.968.

Tra l’altro, sempre nel report pubblicato da Palazzo Raffaello, viene specificato che anche la categoria delle persone estremamente vulnerabili seguite dal SSR (25.707 somministrazioni) rientra nella voce “personale non sanitario” del report nazionale. In più, sotto la categoria “Altro”, il pallottoliere nazionale conta 69.678 somministrazioni per le Marche: anche volendo conteggiare tra queste le dosi alle persone con gravi disabilità (629) ed alla fascia 70-79 anni (11.012), che al momento non hanno una voce specifica sul portale governativo, comunque i numeri non tornano. E se la matematica non è un’opinione, è evidente che ci sia un disallineamento sui dati, meno marcato ma comunque presente anche in tutte altre categorie.

Ultimo aggiornamento: 16:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA