Meno pazienti Covid nelle terapie intensive. Parametri da giallo, ma le Marche dovrebbero restare arancioni fino al 28

Un reparto di terapia intensiva
Un reparto di terapia intensiva
di Lorenzo Sconocchini
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Martedì 15 Febbraio 2022, 02:35 - Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio, 08:31

ANCONA - Contagi ridotti di un terzo nel giro di una settimana e ricoveri per Covid scesi di quasi il 20%. La settimana chiusa ieri (i bollettini dei positivi si riferiscono sempre al giorno precedente) conferma una regressione dell’epidemia nelle Marche che dura ormai dal 27 gennaio. Anche se il dato di giornata - 1.024 nuovi positivi contro i 1.022 di 7 giorni prima - fa segnare un appiattimento della curva dell’incidenza settimanale, dopo 18 giorni di discesa abbastanza ripida. Anche il trend dei ricoveri ha un piccolo rimbalzo (+9) sulla giornata precedente (pesa il numero limitato di dimissioni, 11) ma il bilancio settimanale conferma un alleggerimento della pressione sui reparti Covid, con i 352 ricoveri annotati ieri contro i 377 di lunedì 7 febbraio. 

Il valore limite del 20%
Il report segnala soprattutto un calo deciso dei ricoveri di pazienti positivi in terapia intensiva, sceso in 7 giorni da 52 a 42, con una saturazione per Covid delle area intensive al 16,4%, ampiamente al di sotto del valore limite di 20 che segna il confine della zona arancione. Ha sforato invece di nuovo la soglia (fissata al 30%) l’occupazione per Covid nei reparti di area medica (352 su 1.027 posti totali) ma può trattarsi di un’oscillazione occasionale. E in ogni caso, con il trend delle rianimazioni in discesa, le Marche si confermano al momento con valori teoricamente da zona gialla, perché almeno uno dei tre parametri decisivi (incidenza settimanale dei casi e occupazione per Covid dei reparti, intensivi e ordinari) resta sotto soglia. Ma il cambio di colore non avverrà comunque prima del 27 febbraio prossimo, anche se il 90% circa dei marchigiani - quelli dotati di Green pass rafforzato - ormai neanche si accorgerebbero delle mutazioni cromatiche: per vaccinati e guariti da meno di se il passaggio da un colore all’altro non incide su restrizioni e libertà personali.


Limiti solo per i No Vax
L’argomento interessa soprattutto i non vaccinati, che in arancione possono spostarsi dal proprio comune solo per lavoro, salute o altra necessità, oppure previo risultato negativo di un tampone. Dovranno avere ancora pazienza per due settimane. Anche rimanendo con valori da giallo fino al monitoraggio di venerdì prossimo, con le norme attuali le Marche sarebbero in arancione pure nella settimana successiva, fino al 27 febbraio compreso, a meno che il Governo non cambi le regole. Perché le norme tecniche del sistema a colori introdotto nell’aprile 2020 prevedono che una regione, dopo essere rientrata nei parametri della fascia con meno restrizioni, poi debba confermare i valori per altre due settimane consecutive, prima di tornare al colore meno intenso.

Basta vedere cos’è successo alla Sicilia, che aveva sforato i tre parametri nel monitoraggio di venerdì 21 gennaio, passando in arancione da lunedì 24. Ebbene, benché il dato delle terapie intensive fosse tornato sotto il 20% già da sabato 22, mantenendosi sempre nei limiti, i siciliani hanno dovuto aspettare tre settimane per il ritorno in giallo, avvenuto ieri. Non farà piacere al governatore Francesco Acquaroli, che confida in qualche ritocco normativo per un rientro rapido delle Marche in fascia gialla, dopo l’ingresso in arancione del 7 febbraio. Anche ieri, intervenendo a Skytg24, il presidente della Regione Marche è tornato a chiedere una revisione dell’attuale sistema a colori. 


«Credo che in questo momento - ha detto - sia assolutamente un errore strategico continuare a classificare le regioni per colori e soprattutto in maniera così rigida in termini di classificazione arancione. Crea anche confusione rispetto al momento che stiamo vivendo». Le novità potrebbero arrivare da un prossimo decreto, atteso a giorni, che dovrebbe prevedere solo una zona rossa e una blu, semplificando l’attuale sistema. Scendono intanto - e questo è più importante dei colori - i decessi correlati al Coronavirus. Con i quattro di ieri, pazienti tra gli 80 e i 93 anni, sono stati 39 nell’ultima settimana, contro i 50 della precedente.

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