Covid Marche, nelle ultime settimane corre la variante Delta ma l’effetto vaccini frena l’ospedalizzazione

Venerdì 13 Agosto 2021 di Martina Marinangeli
Covid Marche, nelle ultime settimane corre la variante Delta ma l’effetto vaccini frena l’ospedalizzazione

ANCONA - In questa estate di incognite legate alla diffusiva variante Delta, una nota molto positiva c’è. Se è vero che, ormai da inizio luglio, il tasso d’incidenza dei nuovi casi ogni 100mila abitanti non ha mai smesso di crescere - benché negli ultimi giorni sembra si stia raggiungendo una sorta di plateau -, il dato non si è tradotto in un’impennata dei ricoveri altrettanto marcata. Sono aumentati, ma non di pari passo al contagio, con l’effetto vaccini che si può leggere così nei numeri. 

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La correlazione è saltata
Discorso che vale anche per il conteggio più drammatico, quello dei decessi, fermo a 3041. Nell’ultima settimana “piena” di giugno, quella dal 21 al 27, il totale dei nuovi positivi si assestava su appena 70 unità in tutta la regione. Una media di 10 casi al giorno, insomma, con un’incidenza pari a 5,2 casi ogni 100mila abitanti. Poi, però, il trend ha invertito completamente la sua rotta e, dalla settimana successiva, l’indice iniziò a crescere a ritmi sostenuti, fino ad arrivare a 77,7 tra il 2 e l’8 agosto. Quando, nella settimana tra il 28 giugno ed il 4 luglio, la curva epidemiologica tornò a salire, nell’occhio del ciclone ci finì la provincia di Ascoli Piceno, la prima a registrare un aumento dei casi ed a sperimentare l’efficienza della mutazione indiana. 


Il primo balzo a luglio
Passò da 6 a 104 casi nell’arco di sette giorni, mentre le altre province ne contavano poco più di 10. Tra le cause, il cluster nello chalet di San Benedetto, ma già a metà luglio la situazione era rientrata, grazie anche al tracciamento a tappeto portato avanti. A scalzare il primato della provincia del sud ci hanno pensato prima l’Anconetano – che nelle due settimane finali di luglio ha visto un rimbalzo importante passando da un’incidenza di 15,4 ad una di 49,8 -, poi il Maceratese, che tutt’oggi guida la classifica regionale del numero di nuovi positivi: è sua la progressione più significativa e prolungata nel tempo, e non è un caso che Civitanova sia la città con il tasso d’incidenza più alto. Nella prima settimana agostana – quella dal 2 all’8 – tuttavia, è stata un’altra la provincia a far registrare l’impennata maggiore. Si tratta del Fermano, con un’incidenza pari a 116,3 (la settimana precedente era a 64,6), seguita comunque a poca distanza da Macerata a quota 111,5. Le altre restano sotto la soglia dei 100 casi ogni 100mila abitanti: il Pesarese segna un’incidenza di 60,7, l’Anconetano di 53,9 e l’Ascolano, dove il momento critico appare ormai un lontano ricordo, si ferma a 46,9. L’unica provincia sotto quella soglia di 50 che, prima del cambio di parametri, comportava lo slittamento in zona gialla. Se si pensa che, a fine giugno, in tutti i territori questo dato era inferiore a 10 (3 ad Ancona, 2,9 ad Ascoli Piceno, 8,8 a Fermo, 4,8 a Macerata e 5,93 a Pesaro Urbino), la progressione è quantomeno evidente. Tuttavia, si diceva, i ricoveri non sono aumentati allo stesso ritmo. È vero che, tra fine giugno e metà luglio, i pazienti negli ospedali regionali erano scesi a poco più di 10 unità, mentre il bollettino di ieri ne registra 43, ma la crescita non è paragonabile alla corsa del contagio. Ieri sono stati registrati 199 nuovi positivi (Macerata a quota 80; poi Fermo 47, Ancona 32, Ascoli Piceno 23, Pesaro Urbino 4) ma i ricoveri sono scesi di cinque unità: da 48 a 43, quasi tutti in area medica.


Il ciclo vaccinale
Questo grazie anche al fatto che buona parte della popolazione anziana più a rischio ha ormai completato il ciclo vaccinale, ed ora il contagio si concentra maggiormente nella fascia d’età tra i 25 ed i 59 anni. Dal 5 all’11 agosto, questo target ha totalizzato 581 nuovi casi su un totale di 1184 (pari al 49,1%), seguito dai giovani tra i 14 ed i 24 anni con 325 nuovi positivi (27,4%). Tra gli over 60, sono stati registrati solo 136 contagi (11,5%), mentre negli under 13, 142 (12%).

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Ultimo aggiornamento: 08:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA