Marche, più 24% di contagi nell’ultima settimana, ma in un mese i pazienti Covid si sono dimezzati in area medica e ridotti a un terzo in terapia intensiva

Marche, più 24% di contagi nell ultima settimana, ma in un mese i pazienti Covid si sono dimezzati in area medica e ridotti a un terzo in terapia intensiva
Marche, più 24% di contagi nell’ultima settimana, ma in un mese i pazienti Covid si sono dimezzati in area medica e ridotti a un terzo in terapia intensiva
di Lorenzo Sconocchini
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Martedì 15 Marzo 2022, 04:35

ANCONA - Nell’ultima settimana i contagi da Coronavirus nelle Marche sono aumentati del 24%, in una risalita iniziata il 5 marzo dopo un mese e mezzo di flessione. Ma finora la curva dei nuovi casi positivi resta disaccoppiata da quelle dei ricoveri. Le ospedalizzazioni per Covid continuano infatti a seguire un trend in discesa (-7,5% in area medica e addiruttura -26% in terapia intensiva rispetto a una settimana fa) nonostante il rimbalzo tecnico che si verifica di solito il lunedì (ieri +2) per le minori dimissioni nei giorni festivi. 


La terza ondata
La circolazione virale resta molto diffusa, sospinta probabilmente anche dal diffondersi di sottovarianti molto contagiose: con i 906 nuovi positivi dei bollettini di ieri l’incidenza settimanale nelle Marche è salita a 792,5 casi ogni 100mila residenti, quasi due volte e mezzo superiore rispetto al picco di un anno fa (353) nella terza ondata, quando la variante Delta scatenò un effetto tsunami sul sistema sanitario, raggiungendo una saturazione per Covid del 66% dei posti in area medica e del 60% in terapia intensiva. Adesso, grazie soprattutto alla protezione dei vaccini e alla minore patogenicità della variante Omicron, i nostri ospedali sopportano una pressione molto più leggera. Ieri i ricoverati per Covid occupavano il 5,5% dei posti totali in terapia intensiva e il 15,5% in area medica. Parametri che ormai da 15 giorni sono stabilmente da zona bianca, fascia in cui le Marche torneranno da lunedì prossimo.


Il confronto mensile
Nell’ultimo mese del resto nella nostra regione i ricoveri di pazienti positivi sono quasi dimezzati, scendendo da 310 a 160 nei reparti non intensivi (Pneumologia, Malattie infettive e altri) e si sono ridotti a un terzo nelle rianimazioni, dai 42 del 14 febbraio ai 14 di ieri. Sarà che la «pandemia sta facendo il suo corso», per usare le parole dello scienziato senigalliese Guido Silvestri, direttore ad Atlanta del Dipartimento di Patologia generale alla Emory University. A margine di un incontro tenuto giovedì al Lions Club di Senigallia il patologo ha descritto una situazione «infinitamente più gestibile rispetto a due anni fa: abbiamo i vaccini, le terapie, c’è moltissima gente immune, anche per essere guarita dall’infezione, quindi si tratta di continuare a gestirla». Come? Soprattutto sviluppando anticorpi. «Se tutti si vaccinassero - aveva concluso il professor Guido Silvestri - e con gli antivirali di nuova generazione non è che finisce l’infezione, finisce l’emergenza, diventa gestibile».

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