Covid Marche, l’Asur tenta il recupero: «Entro 5 giorni metteremo fine a 8mila quarantene». Zona arancione, regge l’area medica

Sabato 15 Gennaio 2022 di Martina Marinangeli
Il tampone per testare la positività al Coronavirus a un drive through

ANCONA - Le Marche restano in zona gialla per un’altra settimana, ma se la progressione di contagi e ricoveri procedesse a questi ritmi, tingersi di arancione sarebbe solo una questione di tempo. Ieri si è registrata una fiammata di nuovi positivi (4.257 per l’esattezza), che ha fatto schizzare il tasso d’incidenza a 1027,76 casi ogni 100mila abitanti.

 

Ma la Regione ha precisato che «l’elevato numero di nuovi casi positivi di oggi - un’incidenza che potrebbe verificarsi anche nei prossimi giorni - è la conseguenza della circolare regionale relativa alla gestione della positività anche con il tampone antigenico rapido emanata nei giorni scorsi, che amplia la platea di soggetti preposti all’effettuazione del test certificato per la diagnosi. Quindi – sottolinea Palazzo Raffaello - nel conteggio ora confluisce tutta la diagnostica effettuata con tampone molecolare e antigenico anche nelle farmacie convenzionate, dai medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, punti ddt e nei laboratori analisi e strutture/professionisti autorizzati e accreditati, non solo nel caso di contatto di soggetto positivo (come avveniva in precedenza). L’Asur inoltre, in conseguenza del provvedimento, sta recuperando il tracciamento arretrato dei giorni precedenti». Nadia Storti, direttore generale dell’Asur Marche fa il punto della situazione: «Speriamo di recuperare in tempi abbastanza rapidi e intanto abbiamo fatto una estrazione delle persone che devono essere svincolate da questo tracciamento: sono circa 7-8mila persone, che dobbiamo, nel giro di 4 o 5 giorni, richiamare tutti per l’uscita dalla quarantena tramite i Drive Through, medici di famiglia o farmacie». 


Il report
Intanto secondo i dati della cabina di regia la situazione delle Marche si presenta in linea con quella delle altre regioni. Anzi, nella stima dell’Rt puntuale (calcolato al 29 dicembre 2021), sono le uniche a restare sotto l’1, assestandosi su 0.98 (CI: 0.9- 1.06). È quanto emerge dal monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità, che dà una valutazione complessiva di rischio moderato, ad alta probabilità di progressione, sulla probabilità di raggiungere le soglie critiche di occupazione dei posti letto in area medica e terapia intensiva nei prossimi 30 giorni. A separarci dalla zona arancione, in effetti, resta solo l’area medica: se infatti le Rianimazioni hanno ormai sfondato da qualche giorno la soglia del 20% - arrivando ieri ad un tasso di occupazione del 22,6% -, l’area medica “tiene” con il 26,8%, restando così sotto la linea rossa del 30%. Ma il margine è minimo se non si inverte la tendenza delle ultime settimane. Il terzo parametro per cambiare fascia di rischio, ovvero il tasso d’incidenza, è stato abbondantemente superato da tempo da tutte le regioni. Nel periodo di riferimento che va dal 3 al 9 gennaio, il monitoraggio dell’Iss ha osservato come «la fascia di età che registri il più alto tasso di incidenza settimanale per 100.000 abitanti continui ad essere quella che va da 20 ai 29 anni, con un’incidenza pari a 2.872 per 100.000 abitanti, in aumento rispetto alla settimana precedente. Al momento, l’incidenza più bassa, ma ormai molto elevata, si rileva nelle fasce di età superiori agli 80 anni (489 per 100.000 abitanti nella fascia d’età 80-89 e 497 per 100.000 abitanti nella fascia 90+) che presentano anche una maggiore copertura vaccinale sia con ciclo completo che con dose di richiamo. Nel periodo 22 dicembre 2021 – 4 gennaio 2022 – conclude il report –, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,56 (range 1,24 – 1,8), in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente».

© RIPRODUZIONE RISERVATA