Il Covid è alle spalle, 9 imprese marchigiane su 10 aumentano le vendite: Ariston Group e Conad Adriatico superano il miliardo

Il Covid è alle spalle, 9 imprese marchigiane su 10 aumentano le vendite: Ariston Group e Conad Adriatico superano il miliardo
Il Covid è alle spalle, 9 imprese marchigiane su 10 aumentano le vendite: Ariston Group e Conad Adriatico superano il miliardo
di Maria Cristina Benedetti
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Mercoledì 9 Novembre 2022, 03:00

ANCONA Due, gli atout che le Marche si giocano sul tavolo verde del rinascimento post-pandemia: la vitalità del sistema e il manifatturiero, che torna a essere il motore dell’economia regionale. Il mood dei tempi: il Covid non ha messo in ginocchio le aziende, che recuperano terreno. Convinte. Il 92% ha una variazione positiva delle vendite, il 50% viaggia con un tasso a due cifre. Molte compiono uno scatto tra il 20% e il 30%. Il vigore della tenuta scorre in sovraimpressione sulle cinquecento righe ordinate nella XXXVI edizione della classifica delle principali imprese, targata Fondazione Aristide Merloni. Gli argomenti sensibili sono quelli di sempre: i bilanci chiusi al 31 dicembre 2021 e, per le società quotate, i rendiconti semestrali al 30 giugno 2022. 


La graduatoria


La conferma resta salda al vertice: prima è Ariston Group, seguita da Conad Adriatico, le uniche a superare il miliardo di euro di vendite. È della multinazionale fabrianese del comfort termico hi-tech la migliore prova in termini assoluti con un più 323 milioni, che corrisponde a un +19,4%. L’impresa di dettaglianti indipendenti associati in cooperativa conferma la seconda posizione che aveva conquistato l’anno prima. Al terzo posto si posiziona Tod’s, che recupera due posizioni rispetto al 2020: sua è la variazione positiva più vistosa del comparto calzaturiero (+38,7%). Va però confrontata con il -30,4% del 2020. È l’immagine plastica del rimbalzo tecnico. Tradotto: all’eccezionalità della crisi si contrappone un movimento opposto di dimensioni altrettanto straordinarie. Lo scatto, non sporadico, viene confermato da un moto costante e diffuso di crescita: le vendite sono tornate ai livelli del 2019, talvolta sono stati addirittura superati. Una rimonta che esula dal fattore della dimensione: vale per la quinta classificata, la Profilglass, che mette a segno un +53%; una tendenza ribadita, nella fascia media, dal +61% della Tecnofilm, del nuovo presidente regionale di Confindustria Roberto Cardinali. Sulla stessa linea d’ottimismo c’è l’ultima della lista, la Ctf Automazioni, che centra un +27,6%. In tanta floridezza, l’eccezione è il settore scarpe e dintorni. Una sintesi negativa che non è solo il segno di un’epoca. In difficoltà strutturale da anni, il distretto tacchi&punte, il cui andamento negativo s’era aggravato con la crisi pandemica, ed è peggiorato col fuoco di fila della guerra russa-ucraina. Così se per i big Tod’s (+38,7%), Falc (+22,4%) ed Eurosuole (+38,6%) la curva dei ricavi è positiva, di segno opposto è quella di Pigini (- 22,7%) e Bag (-5,1%). La lezione non perdona: senza la prepotenza di un marchio da imporre al mondo è facile essere fagocitati dai competitor d’ogni angolo del pianeta. 


Piazza Affari


Il messaggio non è subliminale. Tutt’altro. Sono sempre troppo poche le quotate in Borsa: otto in tutto, contro le 46 dell’Emilia Romagna e le 187 della Lombardia. Un numero esiguo, se comparato alla quantità di società di capitali della regione, che s’è incrementato con le ultime arrivate a Piazza Affari: Ariston e Civitanavi che si allineano al gruppo di Tod’s, Biesse, Elica, Clabo, Gel e Websolute. Quattro sono nella top ten e nel primo semestre 2022 tutte hanno infilato un trend in crescita delle vendite, con picchi superiori al 20% nei casi delle due new entry. La migliore prestazione rispetto alla situazione precrisi è della Websolute: è passata dai 6 milioni del primo semestre 2019 agli 11 milioni del 2022. C’è un nodo tuttavia che proprio non si scioglie: la produttività, ovvero il Pil prodotto per addetto. Qui è il 30% in meno rispetto al resto d’Italia, dove peraltro non aumenta da almeno vent’anni. L’atout mai giocato.
 

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