Coronavirus, il piano è pronto, i vaccini no: le Marche costrette a fare i conti

Sabato 2 Gennaio 2021 di Andra Taffi
Coronavirus, il piano è pronto, i vaccini no: le Marche costrette a fare i conti

ANCONA - Il piano dei vaccini è ufficialmente delibera. Dal 31 dicembre la Regione Marche ha varato il piano strategico regionale per la vaccinazione anti Sars CoV-2. Non ci sono sostanziali novità che si discostano da quanto anticipato nei giorni scorsi dall’assessore alla Sanità Saltamartini.

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L’esecutivo ha recepito il piano strategico nazionale e approvato quello regionale, con l’articolazione territoriale delle indicazioni ministeriali. E fin qui va tutto bene: i problemi sono con l’organizzazione centrale che non ha reso chiare le date costringendo le Regioni ad andare a tentoni.

 

Facciamo un esempio. Dopo le prime 200 dosi, a fine anno sono arrivati 9000 vaccini. Bene un secondo contingente da 9000 vaccini è annunciato per il 4 gennaio. Poi il buio: e in Regione i tecnici hanno iniziato a fare i conti. Se ne vacciniamo adesso 9200 tra un mese avremo bisogno della seconda dose per il richiamo che completa la somministrazione. Domanda: il blocco di 9000 vaccini in arrivo dopodomani si usa per andare avanti tra gli operatori sanitari (quindi, prima dose) oppure va tenuta nel cassetto nel caso da Roma non arrivino altri vaccini (quindi, seconda dose?). Ministero e Arcuri chiariranno, speriamo in fretta. 
L’accordo con i sindacati
La Regione intanto ha anche approvato l’accordo con le organizzazioni sindacali di categoria: i medici di medicina generale effettueranno le vaccinazioni nelle strutture residenziali per anziani. «L’accordo con i medici di famiglia per la somministrazione dei vaccini - afferma l’assessore Filippo Saltamartini - è un ulteriore passo in avanti per potenziare la medicina del territorio, indispensabile per affrontare i prossimi mesi di pandemia».
La campagna
In sintonia con le indicazioni nazionali, la campagna di vaccinazione inizierà nel gennaio 2021 e si articolerà in tre fasi. La prima coinvolgerà gli operatori sanitari e sociosanitari, gli ospiti e il personale delle residenze per anziani, le persone in età avanzata: una platea di 176.036 potenziali interessati che, se vorrà, potrà vaccinarsi (23.306 operatori sanitari e sociosanitari, 16.319 tra personale e ospiti delle Rsa, 133.411 anziani ultra ottantenni). La seconda fase riguarderà, le persone di età superiore a 60 anni, quelle di ogni età con “comorbilità”, gli insegnanti e il personale scolastico. Coinvolgerà anche i lavoratori dei servizi essenziali e dei settori a rischio (carceri, luoghi di comunità). La terza e ultima fase sarà riservata alla popolazione rimanente. 
Gli stadi del piano
Tutte gli stadi del piano saranno calibrati alle effettive necessità che si manifesteranno, come la quantità di vaccino disponibile, l’adesione delle categorie coinvolte, gli aspetti logistici legati alla catena del freddo per il trasporto e lo stoccaggio del vaccino Pfizer/BioNTech (commercializzato con denominazione Comirnaty). Nella prima fase la somministrazione del vaccino avverrà direttamente nelle strutture ospedaliere e, tramite unità mobili, nei presidi residenziali per anziani (con il coinvolgimento dei medici di medicina generale).

 

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