Scuola e Covid, i presidi delle Marche scrivono ad Azzolina: «Misure difficili da applicare»

Giovedì 1 Ottobre 2020 di Martina Marinangeli
Scuola e Covid, i presidi delle Marche scrivono ad Azzolina: «Misure difficili da applicare»

ANCONA - È in calendario martedì 6 ottobre alle 9.30 l’intervento in aula alla Camera del ministro della Salute, Roberto Speranza, per le comunicazioni sull’ultimo Dpcm che contiene le misure per la proroga dell’emergenza anti-Covid. Al termine del dibattito è prevista la votazione delle risoluzioni sulle comunicazioni del ministro.

LEGGI ANCHE:
Un altro docente contagiato: insegna in più sezioni, tante le classi in quarantena

Tamponi veloci a scuola? «Bene, evitiamo lo stop». Ma ci sono anche i dubbiosi: «Solo se sono affidabili»

Lo ha stabilito ieri la conferenza dei capigruppo a Montecitorio: il Dpcm andrà a sostituire o ad integrare il decreto in scadenza il 7 ottobre. Ma nel frattempo arriva l’allarme dei presidi, a cui si associano le preoccupazioni dei dirigenti delle Marche:
 
«La gestione delle misure necessarie a garantire la prosecuzione delle attività didattiche in sicurezza è estremamente difficoltosa», dice il presidente dell’Associazione nazionale Antonello Giannarelli che ha scritto una lettera alla ministra Lucia Azzolina elencando i vari problemi che i dirigenti scolastici si trovano a dover affrontare. A partire dalle diverse prassi adottate dalle singole Aree vaste nella gestione dei casi sintomatici, come gestire i docenti che sono in quarantena in rapporto alla didattica a distanza, i tempi di consegna dei banchi monoposto e quelli del conferimento degli incarichi di supplenza. 
La richiesta 
I presidi, in applicazione del protocollo d’intesa, chiedono la convocazione «con urgenza» del Tavolo nazionale permanente, in modo da affrontare le criticità. Il ministro deve fronteggiare anche il nuovo attacco dei sindacati che in una lettera ai parlamentari tornano a chiedere lo stop del concorso straordinario - che dovrebbe partire il 22 ottobre - e un «ripensamento della procedura»: non produce effetti immediati sulla scuola in termini di assunzioni, dicono, ed espone il personale coinvolto a un rischio, con un possibile aumento dei contagi. La replica di Azzolina arriva al question time alla Camera: il concorso è sicuro, «non ci sarà assembramento né concentrazione dei candidati, al di là di quello che qualcuno dice in modo strumentale». Ma il ministro, sempre in Parlamento, risponde anche a parte delle richieste dei presidi, assicurando che «nell’arco di pochi giorni» tutti i docenti - compresi dunque quelli previsti dall’organico Covid aggiuntivo - «saranno in cattedra». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA