Guido Bertolaso arrivato ad Ancona: la missione è un nuovo ospedale per il Coronavirus. «Servono 12 milioni in tempi rapidissimi»

Lunedì 23 Marzo 2020
Guido Bertolaso arrivato ad Ancona: la missione è un nuovo ospedale per il Coronavirus

ANCONA -  Nuovo ospedale per affrontare l'emergenza Coronavirus nelle Marche: Guido Bertolaso è arrivato al porto di Ancona su un elicottero dei carabinieri. 
 

 

L'ex capo della Protezione Civile nazionale Guido Bertolaso è stato chiamato dal presidente Luca Ceriscioli per gestire la fase decisiva della lotta al virus. «Questa è la mia terra - ha dichiarato -, sto dando una mano dove me lo chiedono, figuriamoci se non vado nelle Marche». Il compito principale dell’uomo della Provvidenza, un medico e funzionario della Protezione civile che ha affrontato epidemie di colera in Africa prima di gestire emergenze nazionali come il terremoto dell’Aquila, sarà quello di impostare il lavoro per realizzare anche nelle Marche, come sta facendo alla Fiera di Milano, una grande struttura dedicata alla terapia intensiva. Dove? «Pensiamo - spiega Ceriscioli - di collocare questo spazio al centro della regione e cioè nel capoluogo».

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Due le ipotesi sul tavolo per quanto riguarda dove il nuovo ospedale per la terapia intensiva: ex tubimar o ex carbonile. Per realizzarlo serve una superficie di 10.000 metri quadri, così le Marche avranno 100 posti letto in più. 

«Un incontro molto positivo oggi con Guido Bertolaso e il suo staff, per realizzare nelle Marche quello che si sta facendo in Lombardia. Nel nostro caso si tratta di una struttura di 100 posti letto per la terapia intensiva, che è la parte più complessa ed importante - ha affermato il presidente Ceriscioli -. E’ una necessità che potremo avere da qui a pochissimi giorni e quindi serve uno sforzo straordinario. Per realizzarla occorrono 12 milioni di euro. Non possiamo farlo con le risorse pubbliche, non perché non abbiamo a disposizione questa cifra, ma per la velocità. La macchina che si è messa in moto è velocissima. L’obiettivo è di realizzare l’impianto nell’arco di 10 giorni, un tempo strettissimo, non paragonabile con i tempi che normalmente ha il pubblico, anche in emergenza. Solo attraverso le donazioni possiamo arrivare al risultato. Quindi faccio un appello importante, soprattutto alle grandi imprese della nostra regione. La scelta di impegnarsi in questa direzione permetterà di realizzare qualcosa in grado di salvare la vita di molti marchigiani». 

 

Ultimo aggiornamento: 14:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA