Tamponi rapidi Covid da medici di base e pediatri, c'è l'accordo. Test sierologici in farmacia

Giovedì 29 Ottobre 2020 di Martina Marinangeli
Tamponi rapidi Covid da medici di base e pediatri, c'è l'accordo. Test sierologici in farmacia

ANCONA - Tamponi rapidi antigenici dal medico di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. La sigla definitiva dell’accordo tra le categorie ed il ministero della Salute è arrivata ieri e garantisce un’arma in più per il tracciamento dei contagi da Covid-19, procedura in affanno in seguito all’impennata dei casi di positività.

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Ad annunciarlo è stato il titolare del dicastero Roberto Speranza e la notizia è stata accolta positivamente anche a Palazzo Raffaello.

 

«Dobbiamo aumentare il numero dei test antigenici rapidi per monitorare il fenomeno perché hanno attendibilità e valore scientifico – la posizione dell’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini –. Il testo dell’accordo ancora non l’abbiamo e dobbiamo capire cosa prevede: per esempio, se serve un ulteriore accordo a livello territoriale». 

La novità

Il costo dei tamponi sarebbe a carico dello Stato e non del paziente e, a questo scopo, sono stati stanziati 30 milioni di euro. L’accordo prevede una remunerazione per medici di famiglia e pediatri di 12 euro se il tampone rapido antigenico viene effettuato al di fuori dallo studio - ad esempio nelle Case della salute, in locali predisposti dalle Asl, nei tendoni della Protezione civile –, mentre saranno riconosciuti 18 euro se il test viene effettuato nello studio del medico o del pediatra. «Ci stiamo sforzando di capire quale risposta possiamo dare sui tamponi, perché le strutture ne fanno troppo pochi», osserva Saltamartini, che se spinge molto per l’incremento dei test antigenici rapidi, è più scettico sui sierologici (rilevano la presenza nel sangue di anticorpi eventualmente sviluppati da chi è entrato a contatto con il virus), per i quali è in corso un confronto per studiare la possibilità di effettuarli nelle farmacie. Il primo incontro con la categoria c’è stato lo scorso lunedì ed ora «dobbiamo valutare tutta una serie di parametri e stabilire se è opportuno fare il test sierologico: gli anticorpi ci mettono 15 giorni per svilupparsi, quindi può anche capitare che al test si risulti negativi, ed essere positivi cinque giorni dopo. Ed anche in caso di positività, serve il tampone molecolare per la conferma. Ciò che serve davvero sono i test antigenici rapidi. Noi vorremmo potenziare quelli, però le farmacie non possono farli». 

I protocolli

Impossibilità confermata anche da Antonio Avitabile, presidente di Federfarma Marche, che sottolinea come la categoria abbia «dato disponibilità a fare i test sierologici, gli unici fattibili in farmacia. Aspettiamo il passaggio in giunta per saperne di più. Noi abbiamo proposto di applicare il protocollo dell’Emilia Romagna, che prevede il test gratuito per le categorie “protette”, tipo studenti e familiari. I test verrebbero eseguiti quando le farmacie sono chiuse per non mescolare la clientela con chi fa la fila per il test. Il costo dei test sierologici in Emilia Romagna è tra i 17 ed i 18 euro e ci verremmo orientare su queste cifre anche noi».