Strage Covid nelle case di riposo delle Marche: indagano tre procure

Martedì 23 Giugno 2020 di Maria Teresa Bianciardi
Strage Covid nelle case di riposo delle Marche: indagano tre procure

PESARO - Il primo focolaio da Coronavirus è divampato nella Casa di riposo di Cingoli, poi i contagi nelle Rsa delle Marche hanno iniziato a moltiplicarsi alla velocità della luce assumendo i tratti di un’emergenza sanitaria dentro l’altra.



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Dal primo febbraio al 30 aprile nelle strutture regionali sono deceduti 160 ospiti, il picco tra il 16 marzo ed 15 aprile con una cinquantina di vittime. Secondo il report dell’Istituto superiore di Sanità sarebbero 13 le morti causate dal Covid-19 e 59 quelle di pazienti con sintomi simil influenzali: è la prima radiografia di una situazione sfuggita al controllo e su cui indagano adesso le procure di Macerata, Ancona e Pesaro per capire se dietro a questi numeri si celino inadempienze e superficialità nel trattamento dei casi. 
 
Il dossier 
L’indagine dell’Iss portata avanti in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone è stata avviata partire dal 24 marzo nelle residenze sanitarie assistenziali per monitorare la situazione e adottare eventuali strategie di rafforzamento dei programmi e dei principi fondamentali di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza. Sono state censite 1342 Rsa a livello nazionale e 36 su 51 nelle Marche, attraverso la compilazione di un questionario finalizzato ad acquisire informazioni sulla gestione di eventuali casi sospetti o confermati di infezione da Coronavirus. Considerando qualunque causa di morte, in totale 9154 anziani ospiti sono deceduti dal 1° febbraio alla data della compilazione del questionario: la percentuale maggiore di decessi, sul totale riportato, è stata registrata in Lombardia (41,4%), Piemonte (18,1%) e Veneto (12,4%). Le Marche si attestano al 4,3% di vittime con sintomi simil influenzali e allo 0,9% con decessi da Covid. 
I numeri
Al di là delle percentuali, però, per una regione come la nostra, la notizia di 160 morti in tre mesi riapre i molti interrogativi che si sono susseguiti in piena pandemia. Le strutture che hanno registrato più decessi sono quelle di San Marcello (11), Cingoli (9), Pesaro (20), Castelraimondo (11), Recanati (10). Nel periodo preso in esame, a livello nazionale 5292 persone residenti nelle 1342 Rsa sono state ospedalizzate, con una media di circa 4 ospedalizzazioni per struttura. In particolare nelle Marche ci sono stati 137 anziani che hanno avuto necessità delle cure sanitarie fuori dalle residenze. Per ospedalizzazione si intendono tutti i ricoveri effettuati per qualsiasi causa, quindi tutti i ricoveri di almeno un giorno dovuti sia a procedure elettive che per cause di emergenza. Ma nel totale dei casi marchigiani rilevati, 30 sono risultati positivi al test per il Covid-19 e 60 hanno riscontrato sintomi simil influenzali.
I nodi
Il questionario dell’Istituto superiore della sanità ha indagato anche sulle carenze riscontrate nel corso della pandemia: il 77,2% degli intervistati ha riportato la mancanza di dispositivi di protezione individuale, mentre il 20,9% ha riportato una scarsità di informazioni ricevute circa le procedure da svolgere per contenere l’infezione. Inoltre il 9,8% delle strutture a livello nazionale ha segnalato una mancanza di farmaci, il 33,8% l’assenza di personale sanitario e il 12,5% la difficoltà nel trasferire i residenti affetti da Covid-19 in strutture ospedaliere. Infine il 26,2% ha dichiarato di avere difficoltà nell’isolamento dei residenti affetti da Coronavirus .

Ultimo aggiornamento: 10:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA