Coronavirus, doccia fredda per beach volley, calcetto e basket: «É ancora rischioso ripartire»

Giovedì 25 Giugno 2020 di Stefano Rispoli
Coronavirus, doccia fredda per beach volley, calcetto e basket: «É ancora rischioso ripartire»

ANCONA - Sembrava fatta. E invece niente. Il lockdown continua per calcetto, beach volley, basket, pugilato e tutte le discipline che prevedono un contrasto fisico: sarebbero dovute ripartire oggi, ma il Comitato tecnico-scientifico ha detto no. Il ministro Vincenzo Spadafora si era espresso favorevolmente ieri, con un annuncio su Facebook. «Manca solo l’assenza del ministro Speranza, appena lo darà si potrà ricominciare» aveva scritto, dopo che il Consiglio del Ministri aveva deciso lo slittamento della ripresa dal 18 al 25 giugno.

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Tempo poche ore ed ecco la doccia gelata del Comitato tecnico-scientifico che ha detto no alla ripartenza: «In considerazione dell’attuale situazione epidemiologica nazionale - si legge nel parere del Cts - con il persistente rischio di ripresa della trasmissione virale in cluster determinati da aggregazioni certe come negli sport da contatto», devono essere rispettate «le prescrizioni relative al distanziamento fisico e alla protezione individuale».
 

Niente fischio d’inizio, dunque, per il calcetto e per gli sport di contatto. Il calcio professionistico è ripartito perché segue rigidi protocolli che a livello amatoriale non si possono applicare, dunque il Cts «non ritiene al momento di poter assumere decisioni al riguardo che siano difformi rispetto alle raccomandazioni sul distanziamento fisico». Spiazzata anche la Regione Marche che aveva avviato la procedura al Ministero per la ripresa di tutti gli sport: il governatore Luca Ceriscioli era pronto a firmare il decreto, in attesa del via libera del Governo. Ora il brusco stop. «Come Federazione restiamo alla finestra, le società sono preoccupate, ma noi siamo ottimisti per la ripresa dei campionati a settembre, sperando di esserci lasciato tutto alle spalle - commenta Marco Capretti, responsabile regionale del calcio a 5 - certo se i protocolli restano questi, sono impraticabili per i dilettanti». Ma c’è chi sarebbe già pronto per ripartire, come la società Osimo Stazione CD: «Mascherine all’ingresso e all’uscita dal campo, termoscanner, autocertificazioni, registro delle presenze: ci siamo organizzati nelle nostre strutture - spiega il d.g. Andrea Varoli - solo gli spogliatoi non verrebbero utilizzati per le norme stringenti, tutto il resto si può fare in sicurezza». 

Fremono le società di calcio a 5, come il Cus Ancona: «La ripartenza sarebbe stata una grande notizia perché ci avrebbe consentito di pianificare i campionati per la prossima stagione: ma in che condizioni si riaprirà? - si chiede il presidente David Francescangeli -. Il nodo più importante da sciogliere è l’uso delle palestre scolastiche». Disco rosso anche per il beach volley. Il campione italiano Paolo Ficosecco, titolare del PalaBeach di Ancona: «Liberalizzare significava tornare a giocare con le regole normali, visto che il protocollo Fipav vieta il muro e l’attacco in zone di contatto. Ora è a rischio anche la ripresa del campionato italiano di beach volley che, non si sa perché, è considerato uno sport di contatto dal Governo, ma non dal Coni». 

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