Spiagge delle Marche piene solo nel weekend: «Ma a luglio e agosto si accelera»

Giovedì 2 Luglio 2020 di Massimiliano Viti
Spiagge delle Marche piene solo nel weekend: «Ma a luglio e agosto si accelera»

ANCONA - Per le spiagge marchigiane il bicchiere è mezzo pieno. L’obiettivo è quello di salvare la stagione facendo affidamento al turismo locale e a quello proveniente da altre regioni italiane ma soprattutto scongiurando due fattori di estrema imprevedibilità: una nuova ondata di pandemia e il maltempo. Il weekend trascorso è stato il primo della stagione estiva, partita con molto ritardo causa Coronavirus e pioggia. A giugno, secondo i dati diffusi dal Sindacato italiano balneari aderente a Fipe Confcommercio, nelle Marche le presenze sono diminuite del 45%: una percentuale “meno peggiore” rispetto ad altre regioni italiane in cui la stagione estiva comincia molto prima.

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E allora: il bicchiere è mezzo pieno se si considera che solo qualche mese fa l’andamento dell’intera stagione sembrava irrimediabilmente compromesso. «I numeri dovrebbero migliorare» afferma l’assessore al turismo Moreno Pieroni secondo cui, ad oggi, il calo delle prenotazioni di luglio, agosto e fino alla prima decade di settembre è inferiore del 25% rispetto al 2019. «E riceviamo moltissime richieste di informazioni, soprattutto da Lombardia e Piemonte. Questo ci fa pensare che il dato potrebbe migliorare».
 
Per evitare il contagio, le famiglie italiane preferiscono viaggiare con la propria auto: «Per cui Emilia Romagna, Marche e Abruzzo sono favorite per la loro centralità» afferma Pieroni che sottolinea il milione di euro stanziato dalla Regione Marche per il turismo: le famiglie marchigiane che soggiornano almeno due notti fuori provincia possono chiedere un contributo diretto fino a 300 euro. «Da un lato i marchigiani possono riscoprire la bellezza della propria regione, dall’altro sono soldi che restano sul territorio» commenta l’assessore regionale.
Sotto l’ombrellone
Per gli imprenditori della spiaggia, il cielo è più sereno. Soprattutto se si voltano indietro a qualche mese fa. «Nello scorso weekend si è cominciato a vedere qualche turista» spiega Enzo Monachesi, presidente regionale del Sindacato italiano balneari e proprietario dello stabilimento “Il piccolo lido” di Senigallia. «Fino alla prima metà di luglio avremo una settimana divisa in due: dal lunedì al venerdì molto soft e poi il weekend di pienone con i marchigiani e gli arrivi dal Nord Italia. Questo non compensa l’arrivo degli stranieri e provoca difficoltà nella gestione. Dalla metà di luglio in poi abbiamo maggiori prenotazioni e speriamo di poter chiudere la stagione in pareggio visto che non abbiamo avuto aiuti dal punto di vista reddituale. I costi sono sempre quelli, compresa la quota di salvataggio (che oscilla da 6.000 a 10.000 euro a stagione)», chiosa Monachesi che evidenzia da un lato la minore occupazione offerta dal settore e dall’altro il miglioramento del servizio offerto, con un cliente «coccolato e soddisfatto».
Gli operatori
Se da Senigallia ci spostiamo a San Benedetto del Tronto, la situazione è identica. Sandro Assenti, titolare di “Bagni Andrea” e presidente provinciale della Confesercenti dice: «Nell’ultimo week c’è stato un grande afflusso generato dal turismo di prossimità, con presenze provenienti da Marche, Umbria, Lazio e Lombardia. Il cliente si comporta bene, rispetta le norme ed è contento di avere più spazio e più servizi. Dovremo attendere la seconda metà di luglio per vedere il turismo “mensile”. Le prenotazioni stanno fortunatamente arrivando, contrariamente a quanto si pensava appena un paio di mesi fa. Ora siamo nelle mani del sole e del virus».

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