Il Coronavirus fa meno paura, un coro nelle Marche: «Fateci ripartire»

Lunedì 27 Aprile 2020 di Edoardo Danieli
Il Coronavirus fa meno paura, un coro nelle Marche: «Fateci ripartire»

ANCONA - Il Coronavirus fa meno paura ed è necessario ripartire al più presto, con una gestione regionale della fase 2. È questo il sentiment dei marchigiani più diffuso che emerge dall’Osservatorio sociale sugli orientamenti di Sigma Consulting, società che, settimana per settimana, sta analizzando i comportamenti dei cittadini, in relazione all’epidemia di Coronavirus. Ne esce un quadro dove rispetto a un miglioramento delle opinioni e degli stati d’animo sulla malattia, permangono grandi preoccupazioni per il futuro, in particolare per la situazione economica, personale e sociale, che si verrà a creare dopo la pandemia.



LEGGI ANCHE:
Coronavirus, Ceriscioli riparte da solo: «Via libera al take away». Ma ancora bagni vietati

Coronavirus, 16 nuovi positivi nelle Marche: non erano così pochi dal primo marzo. Ma calano i tamponi

«Il calo di preoccupazione nei confronti del virus può produrre il rischio di un abbassamento della guardia» secondo Alberto Paterniani, direttore ricerche di Sigma, in sede di presentazione del report che fissa l’immagine al 23-24 aprile, giorni in cui è stati effettuato il sondaggio telefonico.
 
Una preoccupazione che emerge dalle risposte alla domanda sulla paura del contagio: se il 19-20 marzo il 55% dei marchigiani temeva di essere contagiato e il 9 di essere già stato contagiato, ora siamo al 35 e 12. In altre parole, il 53% dei marchigiani afferma di non temere il contagio rispetto al 64 complessivo della rilevazione precedente. Dato che si specchia nello stato d’animo: rispetto al Coronavirus, da 1 a 10, come si sente oggi, domanda il sondaggio? Il voto complessivo è 5,5 rispetto al 4,6 di un mese fa. Gli stati d’animo più frequenti: preoccupazione (63% in calo di 4 punti), speranza (50% e un bel +11), pazienza (44% il confronto è +23) e attesa (44% con un +13%).
La salute
Se si smorza la preoccupazione dei marchigiani per la salute dei propri cari (78% rispetto all’88% di un mese fa) e personale (48% rispetto a 51 del 19-20 marzo), restano forti le preoccupazioni per l’economia: il 90% è preoccupato per la situazione economica italiana (c’è una lieve flessione rispetto al 95% di inizio mese) e il 53 per la propria occupazione (anche qui c’è un rallentamento dal momento che il valore massimo registrato è del 60%). 
Sui provvedimenti assunti del governo ci sono due valutazioni differenti: il 74% ritiene giuste le misure di distanziamento sociale (era il 60% il 19-20 marzo); il 66% pensa che le misure economiche a sostegno di cittadini e imprese siano insufficienti (era il 51% un mese fa). Il sondaggio si occupa poi del giudizio sulla gestione dell’emergenza nelle Marche: l’efficacia delle misure è la medesima delle altre regioni per il 72% degli intervistati, mentre la fiducia in una corretta gestione della fase 2 da parte della Regione è al 43% (5% molta e 38 abbastanza fiducia). Il 37% ha fiducia “così così”, il 18 poca e il 5 nulla. Il giudizio sull’operato del presidente Luca Ceriscioli è in calo: dal 68% del 24-25 marzo si passa al 63% dell’ultima rilevazione. Però, in prospettiva, otto marchigiani si 10 (il 79%) ritengono che per la fase 2 le Marche dovrebbero darsi regole proprie (era il 72% all’inizio del mese).
Il futuro
Il 56% dei cittadini è infine favorevole ad aprire le Marche al più presto: il 25% molto d’accordo; il 31 abbastanza d’accordo. Il desiderio di tornare alla normalità è molto forte ed aumentano i cittadini che manifestano disagio per l’obbligo di rimanere in casa (sono più di 1 su 2). La convivenza con i propri familiari è giudicata difficile da 1 intervistato su 4. Il 60% (anche se in calo) afferma che la quarantena ha ridotto il volume delle spese sostenute. Proprio per questo, dopo l’emergenza l’economia (66% con un calo del 5% rispetto al mese precedente) e il lavoro (51%, +15%) sono i settori che più degli altri subiranno gli effetti della crisi. Così come cambieranno il modo di rapportarsi con gli altri (39% degli intervistati), la socialità (32%) e la scuola (23%) con un aumento del 10% rispetto a un mese fa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA