Lo spreco delle mascherine "mutanda" a scuola: nelle Marche più di 30 milioni, ma nessuno le usa

Lunedì 1 Febbraio 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Lo spreco delle mascherine "mutanda" a scuola: nelle Marche più di 30 milioni, ma nessuno le usa

ANCONA - L’ultima distribuzione nelle scuole marchigiane è avvenuta nei giorni scorsi. Negli zaini degli studenti è comparso il classico pacco trasparente con 30 mascherine chirurgiche distribuite gratuitamente dal governo e che in teoria bambini e ragazzi dovrebbero indossare ogni mattina prima di entrare in classe.

In teoria. Perché in pratica il numero di chi le indossa è davvero limitatissimo, se consideriamo l’enorme mole di dispositivi che il commissario Arcuri fa consegnare in tutta Italia, Marche comprese.

 

Le critiche

Le ormai famigerate mascherine “mutanda” - come sono state ribattezzate dal web diventando un nomignolo virale - passano direttamente dalle cartelle ai cassetti con gli oggetti di cui prima o poi toccherà disfarsi. Complicate da indossare, inutilizzabili per chi ha i capelli lunghi o li raccoglie in una coda, ma soprattutto difficili da tenere a scuola per l’intera mattinata. 
Le difficoltà
Le due fasce di garza elastica che passano da una parte all’altra della testa spesso e volentieri non reggono per cinque ore e rendono gli studenti - soprattutto i più piccoli - nervosi e irrequieti. Così non resta che abbandonare l’idea di utilizzarle, fosse anche a giorni alterni, acquistando le classiche mascherine chirurgiche con gli elastici dietro l’orecchio. Uno spreco enorme di soldi pubblici, insomma. Dall’inizio dell’anno scolastico in tutta Italia sono state distribuite un miliardo 255 milioni di mascherine “mutanda” per bambini e adulti. Nelle Marche in questi mesi ne sono state consegnate 33 milioni 842mila 980, di cui 26 milioni 644mila 188 per adulti e 7 milioni 198 mila 800 per bambini. Nel dettaglio: in provincia di Ancona al 29 gennaio ne sono state distribuite 10 milioni 689mila 040, nel Pesarese 7 milioni 795 mila 690, in provincia di Macerata 6 milioni 899mila 300, in provincia di Ascoli 4 milioni 633mila 170 e nel territorio fermano 3 milioni 825mila 780. C’è da dire che nel tempo qualche miglioramento è stato introdotto. All’inizio dell’anno scolastico venivano consegnate settimanalmente ma le mascherine non erano dotate di ferretto all’altezza del naso, per cui restavano sostanzialmente aperte, creando grandi disagi soprattutto per gli studenti costretti ad indossare gli occhiali.
Le segnalazioni
Quelle che arrivano oggi nelle Marche il ferretto ce l’hanno, ma continuano ad essere accantonate soprattutto per la scomodità degli elastici, che tendono a scivolare anche sotto i cappelli e i cappucci dei giubbotti invernali. nelle chat dei genitori ad ogni consegna mensile scattano le critiche, e qualcuno tramite i rappresentanti di classe e di istituto si è già rivolto ai presidi per segnalare questa problematica e cercare di invertire la produzione con dispositivi dotati di elastici per le orecchie. 
Il post virale
Nel frattempo è diventato virale il post di un insegnante, Alex Corlazzoli, che in un post su Facebook ha chiamato in causa direttamente il commissario Arcuri: «Basta buttare via soldi pubblici - ha scritto -. Le mascherine “mutanda” i bambini non riescono a usarle». Più chiaro di così.

 

Ultimo aggiornamento: 08:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA