I reparti per malati Covid nelle Marche si svuotano e oggi chiude l'Astronave

Venerdì 5 Giugno 2020 di Lorenzo Sconocchini
I reparti per malati Covid nelle Marche si svuotano e oggi chiude l'Astronave

ANCONA - Cinque pazienti appena in terapia intensiva per gli effetti del virus che aggredisce i polmoni: non capitava da fine febbraio di avere le rianimazioni-Covid delle Marche così scariche. Già il primo marzo, agli albori dell’epidemia, erano 7 i pazienti con polmoniti così gravi da richiedere ventilazione meccanica. Poi i malati da terapia intensiva erano aumentati in un crescendo impressionante, fino al picco del 31 marzo, con 169 ricoveri, quasi il 15% dei malati di Coronavirus ospedalizzati. Ne fossero arrivati due in più quel giorno, le Marche - che avevano 170 posti di rianimazione allestiti per i pazienti Covid - sarebbero state costrette a chiedere alla Protezione civile nazionale il trasferimento di propri pazienti in altre regioni o all’estero. 

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Sembra un’altra era geologica, eppure sono passati poco più di due mesi. Ora molti reparti Covid allestiti dalla sera alla mattina (a Torrette si era arrivati a 10) sono stati “sanificati” per tornare alla destinazione originaria e persino l’astronave del Covid Hospital di Civitanova, la maxi-rianimazione allestita in 20 giorni all’ex fiera con donazioni private, dovrebbe chiudere i battenti già stasera, dopo aver ospitato un massimo di 5 pazienti nelle sue due settimane di operatività. L’ultimo paziente, un preparatore atletico di 60 anni che ha già un doppio tampone negativo, da programma sarà dimesso oggi per continuare la riabilitazione in un’altra struttura.
 
Il Covid Center resterà a disposizione, con i suoi 84 posti letto tra terapia intensiva e semi-intensiva, come scorta d’emergenza per eventuali riedizioni autunnali dell’epidemia, lasciando che gli altri ospedali ritornino verso la normalità, dopo tre mesi in cui la sanità no-Covid è stata compressa al minimo indispensabile.
Per ora, di malati gravi per il virus, non se ne vedono più e l’ultimo ricovero per Covid-19 in una rianimazione marchigiana risale a 14 giorni fa, con un anziano portato prima a Macerata e poi trasferito a Civitanova. Di ospedali operativi sul fronte del Coronavirus ne sono rimasti sette, contro i 17 che nella fase acuta dell’epidemia erano arrivati a ospitare fino a 1.168 pazienti infetti. Nella cittadella di Torrette degli Ospedali Riuniti di Ancona, 201 pazienti-Covid nella fase di picco, ieri ce ne erano 10 in tutto, tre in terapia intensiva e 7 in semi-intensiva. A Marche Nord di Pesaro, un altro ospedale che aveva raggiunto i 200 ricoveri, ieri erano a 6 e la rianimazione-Covid, dopo aver toccato picchi di 40 pazienti gravissimi, è chiusa dal 18 maggio.

I pazienti ricoverati per Covid nelle Marche ieri sono scesi da 65 a 57, esattamente quanti ne erano il 5 marzo, tre mesi fa. Altri tre malati ieri hanno lasciato le rianimazioni. I dimessi-guariti sono saliti a 4.447 (+9 rispetto a mercoledì), mentre i positivi in isolamento domiciliare sono saliti a 1.246 (+1) e i “positivi attuali”, con un’infezione ancora in atto, scendono di giorno in giorno: ieri erano 1.303 (-7).

È ripreso intanto da un paio di giorni, dopo quattro bollettini senza brutte notizie, lo stillicidio delle vittime del Coronavirus. Ieri il Gores Marche ha comunicato la morte di un 89enne di Montelupone (Macerata) che porta il totale dei caduti a 989 dall’inizio dell’epidemia. L’età media è di 80,5 anni e tranne un 5% soffrivano tutti di patologie pregresse. Anziani sopravvissuti all’ultima guerra, protagonisti della ricostruzione di un Paese, falciati dall’epidemia.

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