Covid Hospital e altri tre ospedali "di scorta": il piano delle Marche per uscire dall'emergenza

Venerdì 8 Maggio 2020 di Lorenzo Sconocchini
Covid Hospital e altri tre ospedali "di scorta": il piano delle Marche per uscire dall'emergenza

ANCONA -Adesso che nei 15 ospedali Covid delle Marche ci sono 369 pazienti, un terzo rispetto al picco di fine marzo, la giunta regionale dà il via alla fase 2, quella del ritorno graduale verso la situazione pre-emergenza della sanità pubblica marchigiana.

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Un percorso estremamente “vigile”, con misure rigorose per scongiurare infezioni in ambito ospedaliero, che mantiene attiva una rete di ospedali in grado di assistere anche pazienti acuti affetti da Coronavirus (a partire dal Covid Hospital alla Fiera di Civitanova) e ne tiene altri tre di scorta (Pesaro, Ancona e Fermo) in grado di attivarsi con aree Covid in caso di eventuale rialzo dei ricoveri. I tempi? Non meno di un mese, secondo i piani che avevano già predisposto l’Asur e le aziende ospedaliere, comunque subordinati ai risultati del monitoraggio costante dei nuovi casi positivi.
 
Il Piano di riorganizzazione delle attività di ricovero e ambulatoriali, messo a punto dal Servizio salute della Regione in coordinamento con gli enti del servizio sanitario pubblico, è stato approvato in video conferenza dalla giunta Ceriscioli. Risponde alla necessità di «prevedere - si legge nella delibera - un graduale riavvio delle attività sospese per la necessaria tutela della salute dei pazienti con bisogni sanitari non ulteriormente procrastinabili, sempre garantendo la sicurezza dei pazienti e degli operatori».
Uno dei punti fermi della fase-2, tanto da meritarsi la prima voce del capitolo degli ospedali con percorsi per pazienti infetti acuti, è il Covid Hospital Marche in allestimento (dovrebbe essere pronto la prossima settimana) alla Fiera di Civitanova. Una struttura realizzata con 12 milioni di donazioni private, con 84 posti divisi tra terapia intensiva, semi-intensiva e specialità di Malattie infettive-pneumologia, che permetterà «la riduzione del sovraffollamento delle altre strutture pubbliche». Le caratteristiche logistiche dell’ospedale in Fiera, su un unico livello, «consentono - spiega il piano - l’aggregazione in parallelo dei pazienti Covid-19, limitando il numero di operatori sanitari da impiegare per l’assistenza». La Regione ha deciso però di mantenere attivi percorsi completi Covid per pazienti acuti nelle tre strutture ospedaliere marchigiane dove è attivo un reparto di Malattie Infettive, dunque nel presidio di Pesaro di Marche Nord, agli Ospedali Riuniti di Ancona e all’ospedale di Fermo. 
La quota minima
Le dotazioni di posti sono «da modulare in base all’espansione epidemiologica», garantendo però «le restanti attività assistenziali non procrastinabili». Il piano prevede che in questi tre ospedali venga mantenuta attiva o riattivabile in breve «una quota del 30% dei posti aggiuntivi rispetto alla dotazione standard in ogni setting di ricovero». Marche Nord inoltre gestirà anche il punto nascita Covid dedicato, non appena quello in funzione a Civitanova interromperà l’accettazione di gestanti positive. 
Vengono contemplati anche gli scenari peggiori, con soluzioni da prevedere «nel caso di una significativa ripresa della diffusione del virus». Qualora si arrivasse alla saturazione di tutti i posti disponibili tra Hospital Covid Marche e i tre ospedali di Pesaro, Torrette e Fermo, il piano prevede la tempestiva riorganizzazione dei percorsi dedicati in strutture che già nella prima fase hanno gestito pazienti Covid-19: gli ospedali di Jesi e Senigallia per l’Area Vasta 2; Camerino, Civitanova e ex malattie infettive di Macerata nell’Area Vasta 3, San Benedetto del Tronto ed ex malattie infettive di Ascoli Piceno per l’Area Vasta 5 e l’istituto Inrca di Ancona. Per i pazienti in fase post critica resteranno attive le strutture di Fossombrone e Galantara, Chiaravalle (Area Vasta 2) e Inrca “Villa Maria” di Fermo e resta in vigore l’accordo con le cliniche private di Villa Fastiggi e Campofilone.
Le aree di attesa
Nelle strutture sanitarie saranno adottate ferree misure anti-contagio. Nelle aree di attesa non si dovranno prevedere più di 0,4 persone per metro quadro. Pazienti e accompagnatori potranno accedere negli ospedali - ai cui ingressi funzioneranno termoscanner per la temperatura - solo con mascherina e qualsiasi persona di cui non si conosce lo stato infettivo, verrà considerata potenzialmente contagiosa. Sia nei pronto soccorso che nei reparti, tra un paziente e l’altro andrà rispettata la distanza minima di 1,5 metri mentre per le degenze ordinarie i pazienti saranno sottoposti a tampone 48 ore prima del ricovero.

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