Coronavirus, i nuovi contagiati nelle Marche neanche se ne accorgono: 6 su 10 sono asintomatici

Giovedì 18 Giugno 2020 di Lorenzo Sconocchini
Coronavirus, i nuovi contagiati nelle Marche neanche se ne accorgono: 6 su 10 sono asintomatici

ANCONA - La maggior parte dei contagiati della fase 2, quasi 6 su dieci, neanche si accorgerebbero di essere infetti, se non gli facessero il tampone. E gli altri, più di 4 su dieci, senza il risultato del test molecolare sulla positività al Covid-19 potrebbero pensare di aver preso tutt’al più un colpo di freddo, perché i sintomi - un po’ di tosse e febbre non alta - sembrano quelli di un raffreddore, più che di un virus che ci ha tenuti chiusi in casa per 70 giorni facendo solo nelle Marche 6.765 malati e quasi mille morti.



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Gli 87 casi positivi diagnosticati nella nostra regione dopo il 18 maggio, nel mese seguito alla fine del lockdown, hanno un’età media intorno ai 50 anni e sono divisi tra asintomatici (57,1% del totale) e pauci-sintomatici (42,9%), vale a dire con pochi e lievi sintomi di un’affezione respiratoria. 

Nella catalogazione dello stato clinico dei contagiati, curata dall’Osservatorio epidemiologico della Regione Marche, da un mese a questa parte non c’è neppure un soggetto positivo al Coronavirus che mostri segni clinici evidenti della malattia. La coda dell’epidemia continua a emergere solo grazie a un’indagine approfondita su asintomatici e contatti, come quella in corso all’Hotel House di Porto Recanati, con la campagna di tamponi a tappeto decisa dopo il focolaio dei 5 positivi accertato e subito circoscritto. 
Gli effetti clinici rarefatti del Coronavirus sono testimoniati anche dai ricoveri ospedalieri. Nei 30 giorni scorsi sono stati 3 in tutto: 2 tra il 20 e il 21 maggio e l’ultimo ieri. Nella settimana precedente alla fine del lockdown, per dare l’idea dell’inversione di tendenza, c’erano stati sette ricoveri per Covid-19. I guariti e dimessi sono stati ben 1.806, svuotando i reparti dove fino a un mese fa c’erano 173 ricoverati.
La quarantena
Non deve ingannare il leggero rialzo degli ultimi tre giorni, quando il dato dei soggetti ricoverati per Coronavirus è salito da 18 a 21. In realtà l’unico vero nuovo ricovero per Covid è di una signora entrata in ospedale ieri a Macerata, mentre gli altri riguardano il primo pakistano trovato positivo all’Hotel House, messo in quarantena a Medicina solo perché dializzato, e un altro paziente passato da una lungodegenza alla Medicina di Marche Nord. Che la malattia sia concedendo una lunga tregua lo dimostra anche il numero degli “attuali positivi”, con un’infezione ancora in corso, scesi nell’ultimo mese da 2.315 ai 586 di ieri. Continuano infatti a diminuire di molto anche i marchigiani in isolamento domiciliare: erano 2.142 il 18 maggio, ieri erano 565. Nell’ultima tornata di analisi c’è stato solo un caso positivo, un’anziana della provincia di Macerata, su 1.120 tamponi esaminati: 633 del percorso nuove diagnosi, 487 del percorso guariti.
Virus dunque meno aggressivo? Nelle Marche, come ha osservato il professor Stefano Menzo, direttore del Laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, si può parlare piuttosto di virus invecchiato, con infezioni residuali, che risalgono anche a settimane fa in persone con sintomi non gravi che nella fase ancora calda dell’emergenza non avevano avuto modo di sottoporti a tampone. «Proprio perché “vecchie” - ci aveva spiegato di recente il professor Menzo -, queste infezioni si trovano in una fase terminale della loro storia naturale: il sistema immunitario ha quasi del tutto eliminato il virus e rimane solo una produzione residuale, a bassissima carica, senza sintomi». Anche i morti sono sempre più rari. In 16 giorni dell’ultimo mese (compreso ieri) non ci sono stati decessi legati al Covid-19 e il totale è fermo a 994.

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