Coronavirus, ira di Ceriscioli contro l'osservatorio di Riccardi: ​«Noi fuori solo a fine giugno? Macchè»

Venerdì 22 Maggio 2020
Coronavirus, ira di Ceriscioli contro l'osservatorio di Riccardi: ​«Noi fuori solo a fine giugno? Macchè»

ANCONA «Beh, a ben guardare abbiamo guadagnato due posizioni...». Cerca conforto nell’ironia, il governatore Luca Ceriscioli, per stemperare la delusione davanti alle nuove proiezioni dell’Osservatorio nazionale sulla Salute delle Regioni, che riservano alle Marche pessimi auspici sulla data d’uscita dall’epidemia, stimando che i contagi non si potranno azzerare prima del 23 giugno.

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Nel precedente report, che un mese fa aveva irritato non poco amministratori pubblici e operatori turistici, le Marche erano date in uscita dall’epidemia il 27 giugno, poco prima della Lombardia.
 
I confronti

Le proiezioni aggiornate dell’Osservatorio diretto dal professor Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute per l’emergenza Corvid-19, cambiano poco la sostanza. Peggio di noi vengono descritte solo la Lombardia, che secondo il report di Osservasalute ne uscirà intorno a Ferragosto e - ma solo di pochi giorni - la Liguria e il Piemonte. Regione, quest’ultima, che sta crescendo al ritmo di 100 nuovi contagi giornalieri, mentre le Marche ne hanno avuti 22 negli ultimi quattro giorni. 
Dati non omogenei
«Le analisi statistiche dell’Osservatorio sulla salute delle Regioni - sono molto più grossolane delle nostre - torna serio il presidente della giunta regionale, insegnante di matematica in prestito alla politica -. Fanno proiezioni che mettono insieme tanti dati, che però non corrispondono a quelli davvero necessari per un’analisi statistica precisa e puntuale». Alcuni esempi? «Il nostro osservatorio epidemiologico regionale fa un’analisi quotidiana molto più raffinata, che tiene conto dei vari percorsi di provenienza dei casi positivi, distinguendo i test sui nuovi sintomi da quelli del percorso quarantena o di chi viene dai test sierologici. E distingue anche in base alla data, riuscendo ad avere un’analisi più in tempo reale dell’andamento dell’epidemia». Risultato: proprio nel giorno in cui Ceriscioli presentava il nuovo portale del turismo marchigiano, vantandosi di un indice di contagio Rt allo 0,17 che consente già ora di accogliere vacanzieri in tutta sicurezza, ecco che Osservasalute sforna un altro report con proiezioni sull’azzeramento dei casi nelle Marche non prima dell’ultima settimana di giugno. «Io mi limito a far notare - afferma il governatore - che alcune proiezioni dell’Osservatorio nel giro di poche settimane hanno spostato la data di uscita prevista un mese in avanti. Vuol dire che l’analisi è approssimativa. Il problema è che rischia di produrre danni, ad esempio sulla promozione turistica della nostra regione. Spero che a nessuno venga in mente di prendere per oro colato quelle proiezioni assegnandogli valore scientifico indiscusso. Ben altro è il giudizio che sta dando del nostro lavoro di contenimento dell’epidemia l’Istituto superiore della Sanità». 
Rischio basso
Nel primo report sul monitoraggio della fase 2 nelle regioni, il ministero della Salute, con il supporto dell’Iss, sabato aveva attribuito alle Marche un rischio basso di ripresa dell’epidemia, sottolineando che rispetto alla settimana precedente i nuovi casi positivi erano calati del 16-17%. 
Dopo il primo report dell’Osservatorio sulla salute delle Regioni, un mese fa, Palazzo Raffaello aveva inviato allo staff diretto dal professor Ricciardi ampie controdeduzioni, chiedendo di rettificare quelle proiezioni riprese da tutti i media nazionali, che mettevano le Marche quasi sullo stesso piano della Lombardia. «Allora abbiamo dato tutte le possibili delucidazioni, chiarendo perché le nostre analisi sono più affidabili - ricorda Ceriscioli -, ma a leggere questo secondo report direi che è stato tempo sprecato. Non è il caso di insistere, vedremo alla fine chi ha ragione. Speriamo che queste proiezioni negative ci portino bene come l’altra volta, visto che i nostri dati nel frattempo sono molto migliorati».

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