Covid, incidente diplomatico tra Regione e sindaci: salta il comunicato congiunto per la zona con più contagi

Sabato 20 Febbraio 2021 di Martina Marinangeli
Covid, incidente diplomatico tra Regione e sindaci: salta il comunicato congiunto per la zona con più contagi

ANCONA - Per citare Ennio Flaiano, la situazione è grave, ma non è seria. Nel caos della pandemia, con ospedali sotto stress e varianti che fanno tremare, si trova anche il tempo per gli incidenti diplomatici attorno ai comunicati stampa. Era fissato per ieri alle 13:30 l’incontro tra Regione – presenti il governatore Francesco Acquaroli, l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini e la dirigente del Servizio salute Lucia Di Furia –, la prefettura dorica ed i sindaci dei Comuni dell’Anconetano più colpiti dal contagio (Ancona, Fabriano, Jesi, Falconara, Loreto, Camerano, Castelfidardo, Castelplanio, Sassoferrato, Chiaravalle, Osimo, Senigallia, Sirolo, Montemarciano).

 

A quell’ora, non era arrivata la comunicazione ufficiale, da parte del ministero della Salute, della permanenza in zona gialla delle Marche – che sarebbe giunta alle 16 – e dal meeting si era usciti con l’ok delle fasce tricolore all’eventuale decisione del governatore di prorogare il blocco dei confini della provincia. 

La scelta iniziale

Unanime anche la scelta di vergare un comunicato stampa congiunto Regione-Anci rispetto a quanto emerso dall’incontro, in modo tale da non creare ulteriore confusione. Durante il confronto, però, i primi cittadini avevano anche messo dei puntini sulle i: dal momento che i dati sul contagio - e, di conseguenza, la capacità di valutare quali misure restrittive sia più opportuno introdurre – ce l’hanno Regione e ministero della Salute, spetta a loro prendere le decisioni. Tradotto: non si lasci il cerino in mano ai sindaci. Una postilla che viene inserita nel comunicato targato Anci inviato alle 19 circa: «Prendiamo atto che le misure di restrizione adottate per un’ulteriore settimana sono sufficienti e proporzionali allo stato attuale del numero dei contagi, raccolti secondo le indicazioni del ministero della Salute, dell’Istituto superiore di sanità e della Regione – osserva la sindaca di Ancona e presidente Anci Marche Valeria Mancinelli, che aggiunge –: stanti così le cose, abbiamo avuto rassicurazione che non c’è alcuna necessità di provvedimenti da parte dei Comuni». Comunicato nel quale la Regione non compare affatto e che di congiunto ha molto poco. Pareva dovesse uscirne un secondo dagli uffici di Palazzo Raffaello, ma chi lo aspettava, ha visto arrivare prima Godot.

Il braccio di ferro

Le ragioni del balletto dei comunicati stanno nel fatto che la Regione si sarebbe piccata per la postilla finale inserita nella nota Anci e per il fatto che si parla di «misure di restrizione adottate per un’ulteriore settimana», lasciando intuire, prima ancora della firma di un’ordinanza ad hoc da parte di Acquaroli, che il blocco dei confini dorici sarebbe stato prorogato per altri sette giorni. Cosa che era trapelata anche in un post Facebook, benché più generico, del sindaco di Catelfidardo, Roberto Ascani, nel quale si sottolineava che «la regione rimarrà in zona gialla anche la prossima settimana ma alla provincia di Ancona verrà esteso il divieto di spostamento verso e da altre province». Insomma, scaramucce istituzionali ai tempi del Covid.

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