Visite ambulatoriali ed esami di laboratorio, la Regione cancella tutto: prenotazioni da rifare

Giovedì 28 Maggio 2020 di Pierpaolo Pierleoni
Visite ambulatoriali ed esami di laboratorio, la Regione cancella tutto: prenotazioni da rifare

FERMO - Le visite prenotate mesi, o anche un anno fa? Tutto cancellato. E’ la scelta adottata dalla Regione Marche, che sta provocando aspre critiche, sia tra l’utenza, per quei pochi che ne sono venuti a conoscenza, che tra gli addetti ai lavori. Nel pieno dell’emergenza Covid-19, com’era inevitabile, tutte le prestazioni non urgenti, dagli esami alle visite ambulatoriali, sono rimaste sospese.

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Ci si attendeva, però, che con il graduale ritorno alla normalità, tutto ciò che era stato rinviato o congelato nei mesi scorsi durante la fase di grave emergenza sarebbe ripartito. Invece è arrivato il colpo di spugna, come si legge nell’allegato alla delibera del governo regionale approvata il 5 maggio scorso, contenente il piano di riorganizzazione delle attività di ricovero ed ambulatoriali.
  
Le prenotazioni
«Le prenotazioni differite all’inizio dell’emergenza, classi di priorità D o P (quindi differite o programmate) vengono annullate. Sarà compito del medico di medicina generale rivalutare il bisogno assistenziale specifico del cittadino ed eventualmente procedere ad una nuova prescrizione». Poche righe che di fatto azzerano tutte le prenotazioni effettuate in passato per esami o visite che non avranno carattere di particolare urgenza, ma che comunque rispondevano ad un’esigenza clinica dei pazienti ed a precise prescrizioni dei medici curanti.
La protesta
La decisione ha fatto sobbalzare anche i sindacati. Cgil, Cisl e Uil sono unanimi nel contestare la scelta: «Sarebbe stato condivisibile – scrivono in una nota congiunta - farne slittare l’erogazione ad un momento successivo al termine della fase emergenziale. E’ questo in effetti che il Cup regionale aveva comunicato ai pazienti che avevano prenotato degli esami. L’annullamento, che non risulta sia stato comunicato a nessuno, è un intollerabile aggravio sia per i pazienti che per i medici. Chiediamo un incontro urgente, si investa il Cup del compito di riprogrammare il calendario delle prestazioni scaglionandole nei prossimi mesi. Non ci piace questa decisione nè nel merito, nè nel metodo, senza alcuna previa condivisione con le organizzazioni sindacali». Preoccupati gli operatori, che temono una situazione caotica. «Ci sono utenti che chiamano periodicamente per sapere quando potranno effettuare l’esame previsto, finora abbiamo chiesto di pazientare, perchè presto l’attività sarebbe ripartita. Ora all’improvviso si scopre che è tutto cancellato e le reazioni sono molto infastidite» si racconta dal reparto di radiologia. 
I timori
Il timore diffuso tra gli addetti ai lavori, come nota un medico di base, è che azzerare migliaia di prenotazioni farà congestionare gli sportelli, come gli ambulatori di medicina generale, che saranno chiamati a prescrivere nuovamente visite specialistiche o altre prestazioni. «Probabilmente si puntava a ridurre il numero di prestazioni e scremare quegli esami programmati che dopo diverso tempo potrebbero non servire più. Ma temo che il risultato sarà dover gestire in breve tempo una enorme ondata di nuove prenotazioni. Si prospetta una situazione difficilissima da gestire, peraltro in un periodo che richiede maggiore distanziamento e tempi di erogazione più lunghi. E’ anche iniquo verso l’utenza azzerare tutto, perchè chi era prossimo ad effettuare un esame perderebbe la priorità acquisita».

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