Decreto ripartenza nel dettaglio: cosa si può fare, come e da quando. Nessuna parola sulle palestre

Lunedì 27 Aprile 2020 di Andrea Taffi ed Edoardo Danieli
Decreto ripartenza nel dettaglio: così si può fare e da quando. Nessuna parola sulle palestre

Si sperava onestamente di meglio. Cinque settimane per tornare al ristorante o all’amato bar sono una mazzata per chi auspicava di rialzare le serrande degli esercizi più popolari in tempi ragionevolmente brevi. La sopravvivenza delle attività di somministrazione di bevande e alimenti così diventa davvero un problema anche con le misure di sostegno annunciate dal presidente del consiglio Conte nell’imminente decreto. Serrande da rialzare lontanissime anche per barbieri, parrucchieri e centri estetici. Nessun riferimento nella conferenza stampa di Conte di ieri sera alle palestre e ai centri fitness che nel decreto, specificatamente al punto U, continuano a rimanere sospese.

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MANIFATTURA ORIENTATA ALL’EXPORT: OGGI IL VIA
Le attività di manifattura «prevalentemente orientate all’export» possono ripartire da oggi previa comunicazione alla prefettura: rientrano tra quelle «strategiche» citate nel decreto del 10 aprile. Lo hanno chiarito ieri, allargando le maglie interpretative, i ministeri del Mise, della Salute e delle Infrastrutture alle associazioni datoriali.
DISTANZIAMENTO SOCIALE LA REGOLA AUREA
La regola aurea della fase due resterà il distanziamento sociale: «Se ami l’Italia mantieni le distanze», dice il presidente del consiglio Conte. «Sarà fondamentale il comportamento responsabile di ciascuno di noi: non bisogna mai avvicinarsi, la distanza di sicurezza deve essere di almeno un metro».
SCUOLE ED EDILIZIA POPOLARE I CANTIERI CHE RIAPRONO
Scuola, edilizia popolare, dissesto idrogeologico e carceri. Sono i quattro settori dell’edilizia che da oggi potranno ripartire. Come per tutte le altre attività potrà ripartire soltanto chi sarà in condizioni di rispettare i protocolli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro a partire dal distanziamento sociale. 
SPOSTAMENTI VIETATI TRA REGIONE E REGIONE
Nella fase 2, dal 4 maggio, resterà il vincolo a rimanere nella regione di residenza (o dove si è trascorso il lockdown). Saranno consentiti gli spostamenti per tre motivi: comprovati motivi di lavoro, urgenza e di salute. Dal 4 al 19 maggio sarà necessario sempre avere con sè l’autocertificazione.
MAGLIE PIÙ LARGHE PER POTERSI MUOVERE
L’autocertificazione resterà, almeno per altre due settimane, anche se si allargheranno le motivazioni che consentono gli spostamenti: ai motivi comprovati di lavoro, salute, o di necessità, già in vigore, si aggiunge anche l’incontro con i congiunti, sempre che abitino all’interno del territorio della Regione dove si vive.
LE SOGLIE SENTINELLA PER VIGILARE SUI CONTAGI
Due gli indici che saranno monitorati per valutare l’andamento sanitario dell’epidemia: ogni venerdì in ogni regione saranno misurati quello di contagio R0 e sarà monitorata la capacità delle strutture sanitarie di accogliere nuovi pazienti. Scatteranno provvedimenti di contenimento se la curva tornerà a salire.
FUNERALI PERMESSI PER 15 CONGIUNTI
È stato uno dei dolori più atroci di questo periodo: non poter partecipare ai funerali dei propri congiunti. Dal 4 maggio, sarà consentito la partecipazione alle cerimonie funebri ad un massimo di 15 famigliari del defunto. Tutte le persone presenti dovranno osservare il distanziamento e indossare le mascherine.
MASCHERINE A 50 CENT NO ALLE SPECULAZIONI
Il prezzo delle mascherine sarà contingentato e sarà fissato, per quelle chirurgiche, a 50 centesimi al fine di evitare ogni speculazione e di consentire a tutti di poter accedere ai dispositivi che sono ritenuti fondamentali per evitare che il contagio possa ripartire con l’allentamento previsto dalla fase 2.
SPORT INDIVIDUALI: OK PER ALLENARSI A PORTE CHIUSE
Il nuovo decreto prevede una graduale ripresa delle attività sportive: consentite le sessioni di allenamento ad atleti professionisti e non professionisti ma riconosciuti di interesse nazionale dal Coni. Si dovranno seguire le norme di distanziamento e non ci dovranno essere assembramenti. Saranno a porte chiuse.
FEBBRE E TOSSE, OBBLIGO DI RIMANERE IN CASA
Quella che era una semplice raccomandazione diventa un obbligo in fase 2: riguarda le persone che presentano sintomi come tosse persistente e febbre sopra i 37,5°. In questo caso c’è l’obbligo di rimanere in casa, di avvertire il medico di medicine generale e prendere le precauzioni all’interno della propria abitazione.
SPORT DI SQUADRA DAL 18 ALLENAMENTI CONSENTITI
Una notizia molto attesa dagli sportivi: sebbene anche in questo caso con le dovute precauzioni, gli allenamenti degli sport di squadra potranno riprendere il 18 maggio. Sono in corso di definizione le modalità attuative che dovranno contenere prescrizioni che consentano di poterli svolgere in piena sicurezza per gli atleti.
TRE SETTIMANE DI ATTESA PER MUSEI E BIBLIOTECHE
Altre tre settimane di attesa per poter tornare a frequentare musei, mostre e biblioteche. Non sarà il 4 la ripartenza, bensì il 18, come ha messo in agenda ieri il presidente Conte. Restano comunque il distanziamento sociale e la necessità di frequentarli con i dispositivi di sicurezza previsti dalla legge.
L’ATTIVITÀ MOTORIA ANCHE LONTANO DA CASA
L’attività sportiva e motoria era fin qui consentita nelle immediate vicinanze della propria abitazione. Ora con il nuovo decreto della presidenza del Consiglio ci si potrà allontanare rispettando la distanza di due metri dall’uno all’altro in caso di attività sportiva, o di un metro se si tratta di semplice attività motoria.
PER IL TRASPORTO PUBBLICO PROTOCOLLI DI SICUREZZA
L’aumento delle attività produttive porterà a un aumento dei lavoratori che si spostano: il presidente Conte ha ricordato che tutte le aziende di trasporto devono predisporre le misure inserite nel protocollo già sottoscritto, per adeguarsi alle misure di sicurezza che accrescano la sicurezza dei passeggeri.
COMMERCIO AL DETTAGLIO LE APERTURE SLITTANO
Niente negozi aperti dal 4 maggio, la messa in pratica delle precauzioni necessarie ad evitare che l’epidemia possa proseguire fa slittare al 18 maggio la riapertura del commercio al dettaglio. Saranno necessari decreti attuativi per specificare quali precauzioni dovranno essere osservate.
PER RISTORANTI E BAR VIA SOLO IL PRIMO GIUGNO
Ci vorrà pazienza per andare a cena fuori o a prendere l’aperitivo nel bar preferito. Bar e ristoranti, infatti potranno aprire il primo giugno, quando saranno messi a punti tutti i regolamenti per consentire l’accesso di personale e clienti rispettando le norme del distanziamento e della sicurezza.
IL RITORNO SUI BANCHI PREVISTO A SETTEMBRE
L’anno scolastico 2019-2020 terminerà senza più lezioni frontali. Esami di maturità in videoconferenza personale. Per quanto riguarda la ripresa, l’apertura è prevista per settembre. Ci saranno misure di sostegno per i genitori che hanno figli a casa: congedi e bonus baby sitter.
PARCHI, VILLE E GIARDINI SARANNO CONTINGENTATI
Il decreto della presidenza del consiglio dei ministri prevede l’accesso contingentato a parchi, ville e giardini pubblici. Vietati gli assembramenti. Regioni e Comuni possono però sia chiudere gli accessi ove non fosse possibile garantire la sicurezza. In sostanza nelle Marche, al momento, non cambia nulla.
RISTORAZIONE DA ASPORTO AVANTI PIANO CON CAUTELA
Il provvedimento del governo (dal 4 maggio ristorazione da asporto) è stato superato dall’ordinanza di Ceriscioli che anticipa a oggi questa possibilità nelle Marche. Non si potranno fare comunque assembramenti, quindi solo ordini per telefono o online. E non si potrà consumare niente all’esterno del locale o per strada.
BARBIERI E PARRUCCHIERI GLI ULTIMI A RIPARTIRE
Come previsto, l’attività di barbieri, parrucchiere, estetiste e centri massaggi non potrà riprendere prima del primo giugno. «Saranno gli ultimi a poter riavviare - ha spiegato Conte - per ragioni di sicurezza legate alle regole stringenti anti contagio che saranno adottate insieme alle categorie artigianali».

Ultimo aggiornamento: 17:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA