Il coronavirus non frena la vendemmia: nelle Marche si preannuncia un'annata record

Venerdì 4 Settembre 2020 di Andrea Fraboni
Il coronavirus non frena la vendemmia: nelle Marche si preannuncia un'annata record
ANCONA - Il Covid non frena la vendemmia. Anzi ci sono numeri importanti in quasi tutta Italia e da record nelle Marche. Da noi una crescita stimata ad inizio raccolta sul 15% ma anche oltre ed è un numero che rende felice tutto il mondo del vino marchigiano. Come trend di crescita le Marche si attestano al primo posto, per quello della produzione comanda sempre il Veneto che, con un +1%, si conferma la prima regione della vendemmia con 11 milioni di ettolitri, seguita da Puglia (8,5) Emilia-Romagna e Abruzzo. Il dato produttivo emerge con la presentazione delle stime di Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini.



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La geografia dell’annata produttiva vede in leggero incremento il Nord (+3% sul 2019) mentre al Centro e al Sud le quantità si dovrebbero ridurre rispettivamente del 2 e del 7%. Tra le principali aree produttive, segno più per le Marche (+15), per Piemonte e Trentino-Alto Adige (+5%), Lombardia (+10%), Emilia-Romagna e Abruzzo (+7%). Calo della produzione invece in Toscana e Sicilia (-15%), Friuli-Venezia Giulia (-7%) e Puglia (-5%). 
 
Il commento di Cotarella
«L’annata 2020 - afferma il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella - si presenta con delle uve di ottima qualità, sostenute da un andamento climatico sostanzialmente positivo, che non possono che darci interessanti aspettative per i vini provenienti da questa vendemmia». «Il settore vitivinicolo italiano - dichiara Raffaele Borriello, direttore generale dell’Ismea - ha dato prova di una straordinaria capacità di ripresa e resilienza riuscendo a reggere l’urto di questa crisi senza precedenti che si è abbattuta sul sistema produttivo globale». 
La soddisfazione di Mazzoni
«Dal punto di vista climatico e meteorologico - conferma Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto marchigiano tutela vini, il più grande consorzio della regione - la vendemmia 2020 si presenta positiva. Nonostante alcune aree circoscritte, che sono state colpite da episodi grandinigeni, la distribuzione di piogge è stata omogenea e favorevole. Grazie all’esperienza maturata negli anni e alla professionalità dei tanti agronomi che lavorano nei nostri vigneti, le prime uve portate in cantina ci indicano che possiamo contare su un’annata buona, con punte ottime, oltre a una resa uva-vino molto interessante, grazie ai grappoli resi turgidi dalle ultime precipitazioni. E i volumi si prospettano interessanti anche perché non ci sono state malattie che hanno interessato i grappoli o le foglie. Possiamo stimare - conclude Mazzoni - che avremo una quantità superiore del 15% rispetto allo scorso anno, con la possibilità di raggiungere il milione di ettolitri. La raccolta delle uve per le basi spumante è già iniziata per tutte le denominazioni marchigiane che prevedono questa tipologia. Seguiranno le uve per le altre tipologie di vini, fino a terminare con il Montepulciano». Verdicchio e Passerina faranno la parte del leone. © RIPRODUZIONE RISERVATA