Coronavirus, le Marche vanno a caccia degli asintomatici: test sierologici per 5.400 persone

Sabato 23 Maggio 2020 di Maria Teresa Bianciardi
Coronavirus, le Marche vanno a caccia degli asintomatici: test sierologici per 5.400 persone

ANCONA - Sono più di 5.400 i cittadini delle Marche a cui verrà effettuato il prelievo del sangue per verificare se abbiano o meno sviluppato gli anticorpi al Coronavirus. Parte così l’indagine epidemiologica di siero-prevalenza della popolazione sull’infezione da Covid-19 condotta dal Ministero della Salute in collaborazione con l’Istat che vede anche l’adesione della Regione Marche e che darà un’idea sul contagio anche tra i cosiddetti asintomatici.

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Da lunedì i volontari della Croce rossa effettueranno le prime telefonate al campione di 5405 marchigiani individuati dall’Istat e distribuiti in 75 Comuni della regione e che, su base volontaria, potranno partecipare all’iniziativa. Su base volontaria, specifica l’Istat, «ma per ottenere risultati più precisi - spiega - è fondamentale che le persone, inserite nel campione casuale, diano il loro contributo».
 
I primi contatti
L’indagine epidemiologica nazionale è fissata su un campione complessivo di 150mila soggetti residenti in circa 2mila Comuni: lo studio mira a determinare la proporzione di persone, nella popolazione generale, che ha sviluppato una risposta anticorpale al coronavirus, studiando le differenze in base alle classi di età, genere, settore economico e area territoriale di appartenenza. Per effettuare i test (si tratta di un prelievo di sangue) sono stati mobilitati 550 tra volontari e operatori, con la fondamentale collaborazione dell’Asur. 
I risultati
«I test saranno analizzati nel Laboratorio di Virologia di Torrette - si legge in una nota della Regione Marche -, i risultati del test saranno comunicati ai soggetti che partecipano all’iniziativa e al Ministero della Salute». Il progetto, ideato dal ministero della Salute in collaborazione con il Comitato tecnico scientifico istituito per l’emergenza Covid, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Ospedale Spallanzani di Roma, sarà condotto avvalendosi del supporto della Croce rossa Italiana che, a tale proposito, ha previsto per i volontari e gli operatori una formazione ad hoc per la corretta gestione delle chiamate e per la somministrazione del questionario telefonico propedeutico ai test. Essenziale per la riuscita del progetto la collaborazione dei medici di famiglia per sensibilizzare i loro assistiti sull’importanza di questa indagine a livello nazionale e regionale utile per la conoscenza sul virus e per definire le prossime linee d’azione. In attesa dei risultati di questo screening la Regione ha anche dato il via ai test sierologici per il personale sanitario, per i Corpi di polizia civile e militare, per le Forze armate e per i Vigili del fuoco. «La Regione Marche – ha detto il presidente Luca Ceriscioli - ha compreso l’importanza dei test sierologici in termini concreti e non solo con gli annunci. Per la terza fase sanitaria è prevista una specifica delibera che regolamenterà una serie di attività più diffuse sul territorio, compreso l’uso su larga scala dei test sierologici».

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