Coronavirus, è deciso: dal 29 parte l'estate. In spiaggia senza check in e in 4 sotto l'ombrellone/ Tutte le regole

Friday 8 May 2020 di Maria Teresa Bianciardi
Coronavirus, è deciso: dal 29 parte l'estate. In spiaggia senza check in e in 4 sotto l'ombrellone

ANCONA - Fino a domenica per riflettere, poi entro la prossima settimana la giunta regionale ufficializzerà anche il protocollo che detterà le regole anti Covid per gli stabilimenti balneari e per la stagione estiva che - è deciso - partirà il 29 maggio. La svolta ieri mattina, nell’incontro in videoconferenza tra l’assessore regionale al turismo Moreno Pieroni, il presidente Anci Marche Maurizio Mangialardi ed i rappresentanti delle categorie dalla provincia di Pesaro a quella di Ascoli. Rivista e corretta la bozza del protocollo anticipata nei giorni scorsi che finirà oggi al tavolo Anci: il documento attuale ha limato le regole che - secondo i rappresentanti dei balneari - avrebbero «ospedalizzato gli stabilimenti». 

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Sandro Assenti, presidente Confesercenti Turismo Piceno, tira un sospiro di sollievo: «Sembra siano stati definitivamente accantonati il check-in con i termoscanner e il registro delle azioni dove si sarebbero dovuti raccogliere i dati dei clienti: due nodi difficili da sciogliere per i gestori degli stabilimenti balneari ma soprattutto impossibili da tenere sotto controllo, visto che gli spazi non sono recintati e i bagnanti possono arrivare da qualsiasi parte sfuggendo ai controlli».

Si sta ragionando anche sulle distanze tra un ombrellone e l’altro, nonché tra una fila e l’altra. Nel primo caso, invece degli originari 4,5 metri, pare che la Regione abbia accolto l’indicazione di prevedere uno spazio di 12 metri quadrati attorno a un ombrellone, mentre nel secondo caso si sarebbe passati dai 5 ai 4 metri di distanza.

Le distanze
«L’incontro di ieri è stato decisamente costruttivo - spiega Assenti - c’è stata una unità di intenti per mettere in sicurezza le strutture, garantire ai clienti tutte le norme e il distanziamento sociale, ma allo stesso tempo fare in modo che la giornata trascorsa in spiaggia sia un momento di relax e non di preoccupazione». Sotto un ombrellone, sembra ormai assodato, non potranno starci più di 4 persone mantenendo il distanziamento sociale, a meno che non siano dello stesso nucleo familiare: «In questo caso - sottolinea il presidente Assenti - ci sarà una certificazione che dà il via libera al gestore e che servirà anche per evitare il distanziamento nei ristoranti degli chalet». Per le aree gioco, la situazione è in evoluzione: al momento sono vietate ma potrebbero diventare libere se il gestore dovesse ritenerle sicure per i più piccoli. E ancora, i lettini in riva al mare: deciso il distanziamento tra uno e l’altro che sarà obbligatoriamente di 2 metri. «In spiaggia come in acqua dovrà anche essere rispettata la distanza di 1 metro tra i bagnanti e il litorale sarà chiuso dalle 23 alle 6 del mattino per evitare assembramenti».
I tratti senza controllo
Superato, almeno in linea generale, lo scoglio delle spiagge libere. I tratti più estesi saranno gestiti dalle amministrazioni comunali che provvederanno anche a sistemare appositi bagni chimici, mentre i tratti più piccoli verranno tenuti sotto controllo dai gestori degli stabilimenti di vicinato. «Resta da chiarire ancora la questione delle docce calde - sottolinea Sandro Assenti che da oltre 30 anni gestisce lo chalet Andrea di San Benedetto - : secondo la Regione quelle che sono all’interno di box cabinati non rispondono ai requisiti di sicurezza delle norme anti Covid e andrebbero chiuse. Abbiamo chiesto di ragionare bene su questo punto perché le docce calde sono importantissime, soprattutto per i bambini». I tempi si vanno assottigliando, anticipa il presidente Anci e sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi. «Il fine settimana sarà il termine ultimo per il confronto interno poi la prossima settimana l’assessore Pieroni presenterà le sue conclusioni alla giunta regionale che deciderà». Si tratta di uno dei settori più strategici per l’economia del territorio. Il comparto turistico e ricettivo delle Marche, in questi anni, grazie al lavoro sinergico di tutti gli attori della filiera, ha segnato importanti risultati. «Questa modalità di confronto tiene conto di tutte le sensibilità – ha aggiunto Mangialardi – e crea quella condivisione dal basso che renderà sostenibile l’ormai prossima ripartenza tutelando la salute degli operatori e degli ospiti mettendo in campo i protocolli necessari a limitare al massimo il contagio ma anche tutelando gli interessi delle imprese, molte di ordine familiare, che sono attive in questo comparto».

Ultimo aggiornamento: 15:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA