Coronavirus, in 7 contagiati in casa: «Medico e positiva al Covid, ho curato tutta la famiglia e mia cognata incinta»

Giovedì 8 Ottobre 2020 di Luigina Pezzoli
Ilaria Suilvestri, 44 anni, medico di famiglia. Contagiata dai nonni, in isolamento ha curato tutta la famiglia

SAN BENEDETTO - «Non è facile curare i propri familiari in casa perché oltre alla componente emotiva c’è anche il fattore isolamento. Nessuno vicino che ti possa aiutare». Sono le parole della dottoressa Ilenia Silvestri, 44 anni, medico di famiglia a San Benedetto che ha curato dal Covid, oltre che se stessa, anche i suoi genitori con patologie polmonari e cardiache, suo fratello, sua cognata incinta e due nonni anziani. I primi ad aver contratto il virus sono stati suo fratello Cristiano e sua cognata Evita, all’ottavo mese e mezzo di gravidanza.

 

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La prima sentenza
«Era il 10 marzo, ancora il Cpronavirus non era molto conosciuto e diffuso. Presentavano una sintomatologia lieve e non pensavamo fosse il Covid-19. Poi si sono ammalati anche mio nonno Lorenzo, di 93 anni e mia nonna Oliva, di 87: in quel momento è scattato il campanello dall’allarme perché la malattia si stava manifestando appieno. E nel giro di poco hanno contratto il virus anche mia madre Maria Teresa e mio padre Vincenzo».

 


Il passaggio in ospedale
Nonno Lorenzo ha avuto la febbre per diversi giorni, poi è arrivata anche la polmonite e il suo fisico non riusciva più a rispondere alla terapia antibiotica. «Con l’ambulanza lo abbiamo portato al Pronto soccorso di San Benedetto - ricorda la dottoressa - seguendo il percorso Covid. Ma lui stava malissimo e voleva tornare a casa: era terrorizzato dall’idea di restare in ospedale. Tra l’altro non avrebbe più potuto incontrare i suoi familiari». Nonno Lorenzo continuava a ripetere al personale medico dell’ospedale che in casa aveva una persona che poteva curarlo, che sua nipote era una dottoressa. E alla fine Ilenia ha deciso di firmare le dimissioni: l’esito del tampone - positivo al Covid - è arrivato il giorno dopo la dimissione. A quel punto tutti i componenti della famiglia, che vivono nella stessa abitazione ma su piani diversi, si sono sottoposti al test. Era il 26 marzo e tutti sono risultati positivi, ma fortunatamente senza sintomi gravi: solo la perdita di olfatto e gusto con qualche episodio di tachicardia.

 


La scoperta
La dottoressa Silvestri nell’ultimo tampone effettuato per esigenze lavorative era risultata negativa: «Quando il Covid-19 ha colpito i miei familiari, l’ho ripetuto. Una doccia gelata: ero positiva anche io. All’inizio di questa emergenza sanitaria, i protocolli non erano ancora ben definiti come oggi. Essendo un medico avevo preso le precauzioni fondamentali, come andare a vivere da sola. Ma quando si sono sentiti male i miei nonni, sono corsa in loro aiuto e mi sono infettata. A Monsampolo del Tronto, dove abitiamo, siamo stati i primi ad indossare le mascherine». La dottoressa Silvestri a questo punto si è presa cura di tutti i membri della sua famiglia che nel periodo della malattia hanno condiviso la stessa abitazione, su piani diversi in stanze dotate di saturimetro e telefono.

 


L’aiuto dei colleghi 
In questo periodo è stata supportata anche dai suo colleghi medici di medicina generale del Distretto di San Benedetto, Ascoli e di tutta l’Area Vasta5. «Grazie alla consulenza medica di diversi colleghi per mio nonno ho adottato e seguito un percorso terapeutico, fino a quando sono arrivati i primi segni di miglioramento. In particolare il corso di formazione che avevo seguito qualche tempo prima sull’ausilio della strumentazione ecografica mi è stato di grande aiuto nella gestione della malattia di mio nonno». Poi il 16 aprile la prima bella notizia dopo tante settimane in balìa del Coronavirus: la nascita della nipotina Eva Maria.

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