Screening di massa nelle Marche: «Test rapidi a 900mila volontari». Ecco a chi tocca prima. L’annuncio di Acquaroli in quarantena

Domenica 29 Novembre 2020 di Martina Marinangeli

ANCONA - Screening di massa in stile Alto Adige. Anche nelle Marche, dalle prossime settimane, partirà il tracciamento a tappeto dei contagi da Covid-19 in una fetta molto ampia della popolazione - l’obiettivo sarebbe testare tra le 800mila e le 900mila persone – attraverso la somministrazione del tampone antigenico rapido. Esame che sarà gratuito e su base volontaria.

 

 


L’obiettivo


Ad annunciarlo è stato ieri il governatore Francesco Acquaroli in quarantena, facendo sapere che «da qualche giorno, insieme all’assessore (alla Sanità, Filippo Saltamartini, ndr) ed agli uffici, stiamo lavorando per predisporre uno screening di massa per cercare di arginare il contagio e rallentare la terza ondata. Abbiamo pensato che, insieme a tutte le ordinanze ed alle tante raccomandazioni – osserva il presidente –, sia importante sostenere le azioni di prevenzione attuando una ricerca minuziosa di tutti quei casi che potrebbero risultare positivi pur essendo asintomatici, al fine di ridurre gli effetti del virus». La mappatura del contagio vedrà coinvolte la Croce Rossa e l’Università, con cui si sta definendo l’accordo, ma già una prima disponibilità sarebbe stata garantita. «Lo screening si baserà su due fasi – è sempre Acquaroli a definire i contorni dell’operazione su vasta scala –: la prima coinvolgerà le città con più di 20 mila abitanti, e la seconda tutte le altre con meno di 20 mila abitanti. Sarà utilizzato il tampone antigenico rapido e la partecipazione è ovviamente gratuita e su base volontaria». In caso di positività, ad ogni modo, servirà la conferma del test molecolare classico, considerato a tutt’oggi l’unico gold standard per la rilevazione del Covid. Come anticipato dal Corriere Adriatico, la Regione si è inoltre agganciata alla capofila Piemonte per far arrivare nelle Marche 2,2 milioni di test antigenici rapidi: un accordo a livello nazionale per reperire i tamponi sul mercato e sarebbero state 47 le ditte fornitrici pronte a risponde all’appello. 


Le misure


Al momento, è in corso la valutazione scientifica per verificare la validità delle offerte (base d’asta: 5 euro a tampone). Questa campagna di screening a tappeto va dunque ad innestarsi su una scia di misure, finalizzate al potenziamento del tracciamento, che Palazzo Raffaello sta portando avanti da settimane. Ad esempio, l’accordo stretto con i 49 laboratori analisi privati per estendere la platea degli esecutori di tamponi antigenici, a cui si aggiunge il confronto con medici di base e pediatri che ha lo stesso obiettivo e che dovrebbe volgere a breve a conclusione. C’è poi l’intesa con Federfarma per eseguire i test sierologici nelle farmacie e la richiesta di validazione dei cosiddetti “auto-test” proposti dal Veneto, in modo tale da poter far ricorso anche a questo strumento.


Sos tamponi


La scarsità di tamponi processati a fronte del numero di abitanti è stata una delle cause che hanno fatto scivolare le Marche da zona gialla a zona arancione e lo screening di massa con gli antigenici può aiutare a scattare una fotografia dello stato del contagio tra la popolazione per individuare con più precisione dove indirizzare l’azione degli esami molecolari. «Siamo felici di poter annunciare questa azione perché la riteniamo fondamentale per la sicurezza dei nostri concittadini – conclude il governatore –, per alleviare il peso nelle strutture sanitarie e, infine, per cercare di limitare i danni al settore economico. Intanto, lasciateci dire che siamo orgogliosi di questa iniziativa». Un’operazione gemella, si diceva, è stata portata avanti in Alto Adige, dove l’obiettivo era testare il 70% della popolazione con 350 mila test. L’«affluenza» è stata del 63,9%.

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