Ricoveri sotto quota 300 e chiudono i primi reparti Covid: le ambulanza in coda sono ormai un ricordo

Mercoledì 19 Maggio 2021 di Martina Marinangeli
Ricoveri sotto quota 300 e chiudono i primi reparti Covid: le ambulanza in coda sono ormai un ricordo

ANCONA Per la prima volta, dal 19 ottobre scorso, ieri non ci sono stati decessi da Covid nelle Marche. Una notizia che fa ben sperare, annunciata dal governatore Francesco Acquaroli sul suo profilo Facebook. Nessuna vittima e ricoveri in forte calo (si è finalmente scesi sotto quota 300, con 280 degenti totali), tanto che le strutture ospedaliere stanno liberando reparti finora destinati ai pazienti affetti dal virus, per ritornare alle attività ordinarie e ad una parvenza di normalità.

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Agli Ospedali Riuniti di Torrette, ad Ancona, le lunghe file di ambulanze davanti al pronto soccorso in attesa di lasciare i pazienti Covid sono ormai un brutto ricordo. Nella fase di massima emergenza, erano stati attivati 38 posti letto di terapia intensiva, che ad oggi sono stati ridotti a 18. Aumentate invece, le rianimazioni non Covid, tra il sesto piano e la sala operatoria, passate da 16 a 26 posti letto. Ma anche gli altri reparti erano stati travolti dallo tsunami, dovendo ricorrere ad accorpamenti delle attività chirurgiche per garantire spazio e personale ai degenti affetti da Covid. 

La riorganizzazione

Ora si sta invece facendo il percorso inverso, con la chiusura progressiva di Cov3 e Cov4: è stato avviato il riposizionamento delle strutture precedenti, con neurochirurgia, maxillofacciale e otorinolaringoiatra che tornano al 5 piano, mentre si sta lavorando per riportare al 4 piano chirurgia della mano e chirurgia toracica. Al sesto piano – dove c’era Cov4 – è stata spostata pneumologia, così da farla tornare a 18 posti letto (erano stati ridotti a 10 nella fase di picco, in conseguenza all’accorpamento). Stessa cosa per cardiologia, che era scesa da 24 a 16 posti letto ed ora è risalita a 24. Infine, l’ospedale sta intervenendo anche sulle sedute operatorie - sia per la cardiochirurgia dell’ex Lancisi che per le altre specialità di Torrette – ridotte del 30%: da questa settimana, è stato recuperato un 15%, con la prospettiva di un ritorno alla piena attività nel breve periodo. Man mano che diminuiscono i ricoveri, vengono svuotate anche le “coviderie” aperte in tutti gli ospedali Asur. Al momento, le terapie intensive con pazienti Covid sono solo nei nosocomi di Jesi, Fermo e San Benedetto, oltre a quelle del Covid hospital di Civitanova: l’obiettivo di questa fase è far svuotare tutte le rianimazioni, concentrando i nuovi ricoveri tra San Benedetto e Covid hospital, come da piano pandemico, mentre per l’area medica, il centro individuato è Malattie infettive all’ospedale di Fermo. Questo permetterà di riprendere anche l’attività chirurgica programmata, messa in stand by con l’impennata dei ricoveri, e di separare i reparti accorpati per far fronte all’emergenza. C’è poi la rete Inrca, con i presidi di Ancona (Montagnola e Residenza dorica), Fermo e Osimo, quest’ultimo rimasto Covid free perché è qui che sono state spostate le attività chirurgiche non rinviabili nel periodo di massimo riempimento dei reparti, quando i pazienti colpiti dal virus avevano sfiorato le 150 unità. 

Gli spiragli di luce

Adesso la situazione è completamente diversa e nella sede della Montagnola (la principale della rete) i sei degenti Covid rimasti sono stati sistemati al primo piano della palazzina esterna ex Persichetti. Il secondo piano, che finora aveva ospitato le semi intensive (arrivate a quota 24 nel periodo di massimo picco), è invece libero ed entro la settimana partiranno i lavori sulla parte impiantistica previsti da tempo ma messi in stand by dalla recrudescenza del virus. Già libero da un mese il piano nel corpo centrale che ospita la chirurgia ed il piede diabetico - nei mesi scorsi spostati ad Osimo – così come quello destinato a clinica e geriatria. A Residenza dorica sono stati attivati anche 20 posti non Covid, mentre Fermo, che ospita la post acuzie, ha ancora 15 pazienti Covid su 20 posti disponibili. Nel Pesarese, l’azienda ospedaliera Marche Nord inizia ad intravedere spiragli di luce. La struttura del San Salvatore, deputata alla gestione del Covid per l’intera provincia, sta liberando il reparto di pediatria e di quattro rianimazioni che gestivano i pazienti più gravi colpiti dal virus, ne è rimasta una sola da 14 posti. All’ospedale di Fano, il reparto di pneumologia era stato riconvertito nella fase acuta dei ricoveri, mentre ora è tornato Covid free, così come la Rsa di Galantara. Nel nosocomio di Urbino, invece – Covid free da piano pandemico – c’è ancora “l’area grigia” dove vengono sistemati i pazienti che risultano positivi, in attesa di essere trasferiti.

 

Ultimo aggiornamento: 18:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA