In un mese calano di un terzo i ricoverati Covid nelle Marche, scende la pressione sulle terapie intensive

In un mese calano di un terzo i ricoverati Covid nelle Marche, scende la pressione sulle terapie intensive
In un mese calano di un terzo i ricoverati Covid nelle Marche, scende la pressione sulle terapie intensive
di Lorenzo Sconocchini
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Mercoledì 21 Aprile 2021, 08:50 - Ultimo aggiornamento: 09:30

ANCONA - Scende la curva dei contagi e, seguendo un andamento in ritardo di qualche giorno, si piega anche il tracciato dei ricoveri per Covid, che nel mese di aprile si sono ridotti di un circa un terzo rispetto al picco dell’ultima ondata.

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Il 25 marzo scorso, quando le curve dell’impatto ospedaliero erano al top, i pazienti marchigiani affetti da Coronavirus erano 961, 157 dei quali in terapia intensiva e 207 in semintensiva.

Due giorni dopo, il picco della pressione complessiva: ai 960 ricoverati si aggiungevano 257 degenti positivi nelle strutture territoriali tipo Rsa e 110 contagiati fermi nei pronto soccorso della regione. In tutto erano 1.327 i marchigiani con il virus in carico alla strutture sanitarie, mentre ora sono scesi a 879: 631 ricoveri in senso stretto, 232 nelle Rsa e appena 16 nei pronto soccorso, con un calo di quasi il 34%.

Il sovraccarico

La pressione dell’epidemia sui servizi sanitari, che a fine marzo erano sottoposti a un sovraccarico pesantissimo, adesso s’è parecchio allentata. Fino a tre settimane fa i pazienti Covid occupavano il 60% dei posti letti totali disponibili nelle terapie intensive delle Marche, “stirati” fino a 250 per fronteggiare l’ondata di polmoniti bilaterali causate dal virus. Lo stesso nei reparti di Area Medica (Malattie infettive, Pneumologia e Medicina generale e altri) dove nel picco di fine marzo i malati con affezioni respiratorie da Sars-Cov-2 occupavano i due terzi dei circa 1.400 posti letto disponibili. Adesso, con i dati aggiornati a ieri (-25 ricoveri totali, -3 in rianimazione) la saturazione in terapia intensiva è scesa al 36% (85 su 237 posti disponibili) continuando la sua marcia di rientro sotto il limite critico fissato dal ministero al 30%. Il governatore Acquaroli, pur notando questi miglioramenti, ieri predicava ancora attenzione «perché, nonostante tutto, sulle terapie intensiva c’è ancora un pressione importante». Cessato allarme invece per i ricoveri in area medica, dove ieri - con 546 ricoveri, compresi i 170 in semi intensiva - si è tornati dopo quasi due mesi sotto la soglia di rischio del 40%.
I nuovi ingressi
Anche il flusso dei nuovi ingressi giornalieri per Covid in terapia intensiva è sceso drasticamente. Nell’ultima settimana i positivi presi in carico dalle rianimazioni marchigiane sono stati 20, tre al giorno, mentre nell’ultima settimana di marzo il trend era di quasi 8 nuovi ingressi giornalieri e nella terza si superava i 10. L’alleggerimento dei reparti Covid è dovuto al ritmo sostenuto delle dimissioni - una media di 50 al giorno nell’ultima settimana - ma soprattutto al calo dei contagi. Con il dato di ieri (211 nuovi positivi su 1.146 persone sottoposte a test molecolare, il 18%) l’incidenza settimanale scende a 134 casi ogni 100mila abitanti. Un valore lontanissimo sia dal picco dei 350 raggiunto il 13 marzo, sia dal limite di 250 fissato dal Governo per far scattare il lockdown. Mancano due giorni prima di chiudere il dato dell’incidenza dei contagi, aggiornato fino a giovedì, che comparirà nel prossimo report settimanale del venerdì della Cabina di regia nazionale, decisivo per il ritorno delle regioni in zona gialla dopo quasi due mesi. Ma ormai le Marche, con i contagi in calo e gli ospedali meno intasati, hanno i parametri a posto per le ripartenze, anche se si attende con una certa apprensione il rimbalzo dell’effetto scuola. Il rapporto contagi-ricoveri vale soprattutto per i casi sintomatici. Per non rischiare sovraccarichi ospedalieri, dovrebbero restare sotto la soglia dei 60: negli ultimi tre giorni la media è stata di 46. Resta da piegare la curva più dolorosa, quella dei decessi: ieri altri 10 vittime, tutti uomini, di età tra i 53 (un paziente di Filottrano) e i 92 anni, che portano il totale a 2.878.

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