​Da oggi nelle Marche si scarica la app Immuni, tra una settimana si parte: «La privacy sarà garantita»

Lunedì 1 Giugno 2020 di Andrea Taffi
Da oggi nelle Marche si scarica la app Immuni, tra una settimana si parte: «La privacy sarà garantita»

Una settimana per scaricare la app Immuni e poi da lunedì 8 i bluetooth dei telefoni saranno operativi per tentare di costruire una rete anti-contagio che avvisi via smartphone gli utenti se sono venuti a contatto con persone che nei giorni precedenti hanno contratto il virus. È confermata l’anticipazione di ieri del Corriere Adriatico: le Marche entrano tra le regioni incaricate dal governo di sperimentare la App che traccerà i contatti con pazienti Covid e garantirà in tempo reale una rete anti-diffusione e tempestive diagnosi ai nuovi potenziali pazienti. 

 

La riunione di ieri
Nel primo pomeriggio di ieri il governatore Ceriscioli ha incontrato in videoconferenza i ministri Pisano, Speranza e Boccia insieme ai governatori di Abruzzo, Puglia e Liguria. Le notizie principali riguardano i tempi di attivazione del percorso digitale e le garanzie sui dati sensibili di chi si avvarrà della app. «Sarà possibile scaricare Immuni già da oggi - ha precisato la titolare dell’Innovazione - per una settimana». Per lo start ufficiale manca solo la comunicazione della Regione Marche e la disponibilità della app su App Store e Google Play. Il cerchio comunque è sostanzialmente chiuso.

L’avviso del contatto
Se decideremo di scaricare Immuni (e lo farà anche un numero cospicuo di persone tra quelle che incrociamo sui mezzi pubblici, nei parchi o sul posto di lavoro), la app ci avviserà se siamo stati vicini a qualcuno poi rivelatosi positivo a Sars-Cov-2. Lo farà senza sapere dove e come ci siamo spostati, ma registrando i codici resi anonimi dei nostri incontri con gli infetti. Ecco il punto sensibile che aveva dissuaso altre regioni. «Ci è stato garantito che i dati raccolti dalla App saranno protetti nè ceduti a terzi - spiega il governatore Luca Ceriscioli -. Allo smartphone che scarica la app sarà affidato un codice casuale e non saranno chiesti dati anagrafici o sulla posizione. Solo la regione e la provincia in cui si vive». La parte digitale pare sia già completata. Mercoledì scorso Apple e Google hanno rilasciato i loro aggiornamenti, a ruota l’italiana Bending Spoons, (la società che ha generato Immuni) e il dipartimento della ministra dell’Innovazione Paola Pisano hanno reso pubblica una parte del codice di «Immuni» — quella relativa alla app e che funge da porta sul server di Sogei su cui verrà conservata parte dei dati — aprendosi alle segnalazioni degli esperti. 

Il percorso di connessione
È stato risolto anche il problema del percorso di connessione tra i server centrali di Immuni e le regioni che prenderanno in carico la segnalazione autorizzata. «Alle Regioni - precisa Ceriscioli - spetterà il compito di seguire lo stesso iter previsto per i test sierologici e chi risulta positivo: isolamento e tampone». Questa parte della presa in carico verrà definita nei dettagli in una riunione operativa prevista per questa mattina. «Per noi Regioni la tensione più grande dal punto di vista operativo - conclude Ceriscioli - derivava dal fatto che tutti i soggetti fossero messi in condizione di avere chiaro il proprio ruolo evitando che pezzi del sistema sanitario regionale venissero poco coinvolti. A questo punto non resta che sperare che la scarichino in molti marchigiani (la soglia di attendibilità del monitoraggio al 60% della popolazione, ndr): io sono soddisfatto perché è uno strumento in più che mettiamo a disposizione dei cittadini per proteggerli in maniera più avanzata». 
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Ultimo aggiornamento: 11:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA