Boccia apre e Ceriscioli se la ride: «Anticipare? Avevo ragione io»
Spiagge dal 4, pronta l’ordinanza

Giovedì 30 Aprile 2020 di Andrea Taffi
Luca Ceriscioli
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ANCONA - Non lo dichiarerebbe neanche a se stesso difronte a uno specchio. Eppure quando ieri il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, in videoconferenza con i governatori di tutta Italia, ha parlato di «aperture smodulate a partire dal 18 maggio, per le regioni in cui le condizioni sanitarie lo consentono», Luca Ceriscioli dentro di sé deve aver aperto un sorriso disteso come da tempo non accadeva. Perché un conto è arrivare prima e un altro conto è vedere le cose da lontano. Che le Marche siano un giro avanti è sotto gli occhi di tutti: domenica scorsa l’ordinanza per il via libera al take away, poi da lunedì i percorsi sperimentali per i protocolli di sicurezza destinati a far riaprire prestissimo barbieri e parrucchieri da una parte, bar e ristoratori dall’altra. E quelli per consentire le passeggiate in spiaggia dal 4 maggio (l’ordinanza è pronta, dovrebbe uscire oggi) e per la celebrazione delle messe. 

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Il destino ha un’agenda
Davvero il destino ha un’agenda se in questo tempo così stravolto nella scia di Ceriscioli finisce anche quel Boccia che all’inizio del Coronavirus l’aveva bollato come irresponsabile e addirittura portato davanti al Tar. «Se provo orgoglio? No, sono contento - ammette il governatore - perché le parole di Boccia rendono ancora più utile il lavoro che stiamo svolgendo in questi giorni e ci indicano che la direzione presa è corretta. Un segnale di attenzione importante che il ministro vincola strettamente al monitoraggio quotidiano delle soglie sentinella». Vale a dire: numero di pazienti nelle terapie intensive ed evoluzione dell’indice R0. Non c’è da spiegarlo a Ceriscioli che di numeri concreti vive «tutti i giorni, ogni giorno» raccontano dal settimo piano di palazzo Raffaello. 

Cosa dicono i numeri
I numeri infatti dicono che ci sono le condizioni per aprire con giudizio e all’interno di un sistema preciso di regole. Nell’ordine, va avanti il dialogo con gli artigiani che governano i malumori di parrucchieri, estetiste e centri estetici. Oggi è prevista una riunione tra Cna, Cgia e l’ufficio Igiene della Regione coordinata dall’assessora Manuela Bora. «Se forzeremo i tempi per aprire ugualmente il 12? Intanto facciamoci trovare pronti» chiude Ceriscioli che guarda anche attentamente al percorso per bar e ristoratori con Confcommercio e Confesercenti, pronto al decollo da un momento all’altro. Va avanti anche l’ordinanza per fare in modo che il 4 maggio si possa andare a passeggiare in spiaggia mantenendo le regole sul distanziamento sociale. 

Le messe in stand by
Finisce in stand by, invece, l’apertura data da Ceriscioli per accorciare la riapertura delle celebrazioni eucaristiche: «Avevo detto che avrei cercato io il vescovo marchigiani. Questa mattina ho chiamato l’arcivescovo di Pesaro per sapere se erano disponibili a valutare un dialogo sul punto. Monsignor Coccia mi ha detto che per il momento la linea è quella della Cei nazionale». 

L’orientamento di Speranza
Infine c’è un altro motivo che fa sorridere il governatore e appartiene a un colloquio riservato che ha avuto in mattinata con il ministro della Salute Speranza. «L’orientamento del governo sarebbe quello di obbligare per decreto - rivela il governatore - tutte le regioni ad avere un ospedale dedicato Covid. Una rete di sicurezza nel momento in cui dovessero esserci problemi con le ondate di ritorno. E noi con Civitanova saremmo a posto».
 

Ultimo aggiornamento: 19:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA