#iorestoacasa, cactus e piante grasse, curarle è una passione

Giovedì 23 Aprile 2020 di Véronique Angeletti
#iorestoacasa, cactus e piante grasse, curarle è una passione

Di solito chi le compra le trascura, convinto che, a differenza delle piante tradizionali e di quelle fiorite, siano piante resistenti e si accontentino di poco. Eppure i cactus e le succulente, se si danno loro le cure giuste, regalano enormi soddisfazioni. Così diverse nelle forme e nei colori, consentono di fare composizioni belle e di design. Marianna Sassi di “Punto a Cactus”, vivaio specializzato nelle Cactacee e nelle piante grasse a Fienile di Fano, ricorda che ci sono poche regole ma basilari. La terra deve essere per metà terriccio universale e per metà di pomice (1euro al litro); annaffiare con parsimonia ed usare un concime con un tenore in azoto più basso, per favorire una crescita lenta simile a quella in natura, ma con un tenore in potassio più alto per evitare che i tessuti si lacerino.

Poi non tutte temono il freddo, come le piante che provengono dal Cile, dall’Argentina, dalle Ande. Consiglia di piantare i cactus Trichocereus che si riconoscono perché hanno il portamento di una grossa candela con delle spine; le piante appartenenti alla famiglia delle Lobivia, hanno una forma a sfera che, se trovano le condizioni ottimali, si riempiono di piccoli fiori, però d’inverno non amano la pioggia; le Echeveria che assomigliano a delle rosette con fiorellini che sbocciano in cima a lunghissimi steli. Infine, il Sedum europeo, con l’accorgimento di non girarlo una volta che ha trovato dimora per non fare cadere le sue foglie carnose che crescono a grappoli. Anche l’Aloe rende speciale il terrazzo. Ma d’inverno va messo al riparo. Quanto all’Agave, meglio riservargli un vaso a parte, le sue radici hanno bisogno di spazio. Infine il trucco del professionista: per favorire la fioritura, da ottobre a marzo, non annaffiare. Qualche goccia ma solo se si trovano in una stanza riscaldata.

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