Contagi e posti in rianimazione: così il Governo darà la pagella alle Regioni nel post-lockdown

Contagi e posti in rianimazione: così il Governo darà la pagella alle Regioni nel post-lockdown
Contagi e posti in rianimazione: così il Governo darà la pagella alle Regioni nel post-lockdown
di Lorenzo Sconocchini
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Martedì 5 Maggio 2020, 05:10

ANCONA  - Una prima fase di monitoraggio stretto già in atto da ieri, per decidere - in base alle curve di contagio, ai ricoveri in terapia intensiva e altri parametri - dove poter riaprire già dal 18 maggio bar, ristoranti e altre attività. Poi una pagella settimanale con una classificazione aggiornata del rischio per ciascuna Regione predisposta dal ministero della salute in una cabina di regia con l’Istituto superiore di sanità. Così il Governo misurerà lo stato di salute epidemiologico di ogni regione italiana durante la transizione dal lockdown alla fase di convivenza con il virus, con la possibilità in caso di rialzi degli indici di contagio di far scattare nuove zone rosse ma anche, laddove i valori siano più bassi, concedere deroghe rispetto alle scadenze del calendario nazionale della fase 2.

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In una circolare inviata nei giorni scorsi dal ministro della Salute Roberto Speranza a tutte le Regioni sono indicati i requisiti richiesti per poter spegnere sul nascere eventuali nuovi focolai. Sono tre le categorie di indicatori, anche se non tutti i valori-soglia sono per ora definiti e alcuni richiedono precisazioni. 

Un pre-requisito è la capacità di monitoraggio: ogni Regione deve essere in grado di alimentare quotidianamente un flusso di informazioni diretto al ministero della Salute. La Regione Marche si è subito attivata per una risposta automatizzata predisponendo un sistema informatizzato unico che mette insieme due server, il programma regionale con il sistema di monitoraggio “Quarantena” in funzione nelle Aree Vaste dell’Asur. 

Tra i requisiti richiesti per far scattare l’allarme c’è quello della disponibilità di posti letto, in particolare nelle terapie intensive. Il valore soglia non è definito nella circolare, ma in alcune bozze si indicava il 30% dei posti in rianimazione come limite di attenzione. Ieri nelle Marche erano occupati 40 posti letto di terapia intensiva su circa 170 messi a disposizione per pazienti Covid nella fase acuta dell’emergenza, quindi ci sarebbe uno scoperto di circa due terzi che fa stare tranquilli. Diverse aree Covid sono state nel frattempo chiuse, per la fase di normalizzazione degli ospedali, ma con il Covid Hospital pronto tra una settimana alla Fiera di Civitanova (84 posti tra terapia intensiva e semi-intensiva) ci sarebbe comunque una scorta per fronteggiare eventuali rialzi nei ricoveri.

Un altro parametro da monitorare giornalmente sarà quello dei cosiddetti pazienti critici, la somma tra decessi e ricoveri in terapia intensiva, mentre un numero che non potrà mai mancare nei report al ministero sarà il valore di R0, l’indice di contagio, quanti soggetti vengono infettati da un singolo caso positivo. Non è indicato il valore soglia, anche se in alcuni studi viene indicato lo 0,2 per il via libera alla riapertura agli arrivi da altri regioni. Attualmente nelle Marche, secondo uno studio della Fondazione Kessler, l’R0 è intorno allo 0,5. Ma il dato sarà monitorato anche provincia per provincia e secondo l’Osservatorio epidemiologico della Regione Marche la stima dello 0,5 è valida per la provincia di Pesaro Urbino, mentre le altre sono a valori inferiori, avviate verso lo zero dei nuovi contagi.

Altri parametri riguardano le capacità di accertamento diagnostico e di indagine sui contatti. In una bozza del futuro decreto del ministero della Salute viene indicato un tempo massimo di 3 giorni tra l’inizio del sintomo, quando il paziente viene preso in carico dal servizio sanitario, e la data della tamponatura. Molte Regioni hanno chiesto chiarimenti, perché 3 giorni sono ritenuti sufficienti per effettuare il tampone, ma non bastano per arrivare anche alla refertazione del risultato, che in genere richiede 30 ore. 

Alle Regioni sarà richiesta anche capacità di tracciamento del caso positivo, per ricostruire tutti i contatti dalla data del tampone a ritroso fino al giorno di comparsa dei sintomi. Nelle Marche, passata la fase critica, l’indagine epidemiologica si è già affinata. Già dalla settimana dopo Pasqua, per ogni tre casi positivi due erano casi-indice, malati che si sono fatti avanti chiamando ai vari numeri dell’emergenza sanitaria, ma almeno uno era un caso-contatto, positivi che i dipartimenti di prevenzione dell’Asur individuano tra le persone che possono aver avuto rapporti ravvicinati con il caso-indice.

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