Coronavirus, metà dei contagi ha un volto amico. Ma scuola e movida pesano ancora. Solo a novembre quasi 16mila contagi

Mercoledì 2 Dicembre 2020 di Lorenzo Sconocchini

ANCONA - Anche nel mese più caldo dell’epidemia da coronavirus, il novembre nero che ha messo in fila quasi 16mila contagi nelle Marche, il modo più ricorrente di prendersi il virus è stato frequentare persone care. Sia familiari conviventi, con cui si condivide il domicilio, che altri parenti, oppure fidanzati, amici e compagni di giochi. Oltre il 50% dei nuovi positivi, da quanto emerge dai report quotidiani del Servizio Salute della Regione, appartiene alle due fette più ampie della torta disegnata dalle indagini epidemiologiche svolte per ricostruire le catene di trasmissione del contagio. 

 

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Le categorie
Sono stati 4.355 (il 27,8% del totale) i contagi riscontrati tra contatti stretti di casi positivi, categoria alla quale si riconducono rapporti di vario genere, dai legami parentali a quelli familiari, dai compagni di giochi o di sport. Rispetto a ottobre, quanto erano il 24,3% con 1.499 casi su un totale di 6.166, i “contatti stretti di positivi” hanno superato addirittura quelli del setting domestico, i contagi i famiglia, che a novembre sono stati 3.663, il 23,4%, con una percentuale in calo sul totale rispetto a ottobre ma un valore assoluto più che doppio.
Nonostante le scuole marchigiane siano state a novembre in buona parte vuote (alle Superiori la didattica a distanza è partita già da fine ottobre) sono aumentati i casi riconducibili a un contagio accertato in ambito scolastico, passati dai 294 di ottobre a 420 nell’ultimo mese, anche se la percentuale sul totale dei contagi (15.685 a novembre) sia scesa dal 4,8 al 2,7%. La statistica, va chiarito, comprende solo i casi accertati a scuola, con classi messe in quarantena, e non traccia anche i casi di studenti positivi a seguito di contatti extrascolastici, magari durante i trasporti.


La zona arancione
Anche la movida, nonostante il coprifuoco serale imposto già dal 5 novembre e due settimane di “zona arancione”, con bar e ristoranti chiusi, fa sentire i suoi effetti, con 619 casi addebitati al circuito vita-divertimento, in cui nell’indagine epidemiologica si inseriscono tutte le occasioni di svago, non solo cene e happy hour, ma anche la frequentazioni di palestre (che però sono chiuse dal 26 ottobre). La quota sul totale scende al 3,9%, rispetto al 5,5 di ottobre, quando i contagi da movida però erano stati solo 341. 


Nei luoghi di lavoro
Aumentano invece sia in valore assoluto che in percentuale i casi mositivi maturati in ambiente di lavoro: a ottobre erano stati 170 (il2,8% del totale), a novembre sono triplicati, con 512 casi (il 3,3% del totale). In leggerissimo rialzo invece la quota, ormai vicina a un quinto del totale, dei casi di cui non si è riusciti a individuare l’origine del contagio, almeno dalle prime indagini epidemiologiche: a novembre sono stati 3.113, il 19,8% (18,9% a ottobre). Sempre intorno al 15% invece i casi in cui i servizi sanitari sono arrivati alla diagnosi di positività partendo non dal tracciamento dei casi, ma dai sintomi dell’infezione: 2.395 a novembre.
Intanto l’inizio di dicembre ha fatto segnare il superamento di un’altra quota simbolica, quella dei 30mila contagi. Con i 337 casi accertati nell’ultima tornata di test (il 27,8% delle persone sottoposte a primo tampone) il totale dei marchigiani che in nove mesi di epidemia hanno avuto diagnosi certa di positività sono saliti a 30.143. E ieri per la prima volta la Regione ha inserito nel suo bollettino anche il percorso dei test antigenici, quelli rapidi, con 18 casi positivi su 776 test, appena il 2,34%.


I reparti
Stabile nelle ultime 24 ore il numero dei pazienti ricoverati per Covid-19, 672 distribuiti tra gli ospedali delle cinque province. Rispetto al giorno prima ci sono cinque degenti in meno in Semintensiva (scesi da 150 a 145), uno in meno in Terapia intensiva (da 87 a 86), compensati invece da sei in più nei reparti non intensivi (da 435 a 441). Continuano a salire i positivi in isolamento domiciliare (da 17.244 a 17.532, +288).
Purtroppo la stagnazione dei ricoveri in questa fase, oltre che al ritmo sostenuto delle dimissioni (ieri altre 31), è dovuto al numero elevato di decessi. Nel bollettino di ieri altri 13 (sei uomini e sette donne, età tra i 70 e i 96 anno, tutti con patologie pregresse) che fanno salire il totale nelle Marche a 1.289.

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Ultimo aggiornamento: 08:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA