Niente effetto post-lockdown. Contagi in calo dal 4 maggio. Ieri Ancona, Ascoli e Fermo senza nuove infezioni, scende Pesaro

Venerdì 15 Maggio 2020 di Lorenzo Sconocchini
Niente effetto post-lockdown. Contagi in calo dal 4 maggio. Ieri Ancona, Ascoli e Fermo senza nuove infezioni, scende Pesaro

ANCONA Timide avvisaglie forse, nulla più, ma molto promettenti. Troppo presto per dire ad alta voce che sta andando tutto bene, nella fase 2 di convivenza forzata con il Coronavirus, ma intanto nei primi dieci giorni dopo il rilascio parziale dal lockdown, datato 4 maggio, la curva dell’epidemia nelle Marche sta continuando a piegare verso il basso, senza accennare a rialzi. Ieri, con i risultati degli esami eseguiti mercoledì, sono emersi altri 15 casi positivi su 989 campioni testati (1 su 70) con un incremento giornaliero di 0,2%, inferiore alla media nazionale (0,4%).

Il percorso netto
Otto casi hanno riguardato la provincia di Pesaro, 5 quella di Macerata, mentre le altre tre province hanno fatto percorso netto: per Ancona è la terza giornata a zero casi negli ultimi otto giorni, la provincia di Fermo è senza nuovi contagi da 5 giorni, Ascoli è stata la prima provincia a entrare, ormai da tre settimane, nella fase dello zero alternato, in cui si susseguono giorni con pochi positivi ad altri senza, e nell’ultima settimana è cresciuta appena di 2 contagi.
Servirà ancora qualche giorno, magari dopo il weekend, per capire meglio se l’effetto 4 maggio, con la riapertura di molte aziende e la libera uscita per attività motorie e passeggiate sulle spiagge, avrà ripercussioni sulla curva epidemiologica marchigiana. Ma già questi primi dieci giorni, se non ci fossero state cautele diffuse nella cittadinanza e nei luoghi di lavoro, avrebbero potuto far emergere un rialzo dei contagi. 



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Il San Ciriaco
Se il San Ciriaco di Ancona celebrato proprio il 4 maggio, per fare un esempio, fosse stato meno disciplinato, a quest’ora le infezioni in risalita si potrebbero già cominciare a notare nei bollettini del Gores Marche. Basta sommare il tempo medio di incubazione dell’infezione da Covid-19 - stimato in 5,1 giorni da alcuni studi sull’epidemia - con il periodo che passa dall’inizio dei sintomi alla diagnosi di positività, un tempo che il ministero della Salute ha tassativamente indicato in 5 giorni nella circolare che disciplina il monitoraggio delle Regioni nella transizione verso la fase 2. In tutto fanno 10 giorni e dunque mediamente i casi di contagio da contatto avvenuti dal 4 maggio in poi dovrebbero già cominciare ad emergere. Invece i dati degli ultimi tre giorni, una media di 20 positivi al giorno, con un tampone positivo su 60 testati. E ieri la provincia di Ancona, quella con il capoluogo che festeggiava il suo Santo patrono proprio nel primo giorno post-serrata, non registrava neanche un nuovo caso positivo. 

La quarantena
Il confronto con i dieci giorni precedenti alla fine del lockdown è anch’esso indicativo: tra il 24 aprile e il 3 maggio nelle Marche sono risultati positivi 335 tamponi su 9.725 esaminati (poco più di 1 su 30), mentre nei dieci giorni successivi al primo allentamento delle serrata, dal 4 fino a ieri, sono emersi 240 positivi su 10.192, meno di 1 su 40. 
Anche la provincia di Pesaro Urbino, quella che nell’ultima settimana superava una media giornaliera di 14 casi, ieri è scesa a 8. E il trend della provincia più a nord, la prima zona rossa delle Marche già dall’8 marzo, va anche tarato sulla campagna molto intensa di tamponi in corso soprattutto sui soggetti in quarantena. Pesaro dal 4 maggio a ieri è salita da 2.571 a 2.713 (circa 160 in più) ma la stragrande maggioranza dei casi positivi diagnosticati in questo periodo nel Pesarese riguarda pazienti che stavano in isolamento domiciliare già da aprile, dunque contagi maturati nella fase-1. 

Terapie intensive
Anche gli altri indicatori rassicurano sul fatto che i primi dieci giorni del post-serrata non abbiano per ora fatto danni. Lunedì 4, all’alba della seconda fase di gestione dell’epidemia, i ricoveri totali di pazienti Covid positivi nelle Marche erano 433 , 44 in terapia intensiva e 112 in semi-intensiva. Ora sono 207, meno della metà, e in terapia intensiva restano appena 18 pazienti, uno soltanto nell’ospedale di Marche Nord, la prima linea della fase calda dell’epidemia. In semi-intensiva ce ne sono 56, esattamente la metà.
I positivi attuali, pazienti con un’infezione ancora in corso, il 4 maggio erano 3.206, ora sono scesi a 2.904. I dimessi e guariti erano 2.225, ieri 500 in più. I morti erano 932 e nei dieci giorni precedenti c’erano stati nelle Marche 67 decessi. Dal 4 maggio in avanti le vittime registrate sono 43. Ieri altri poi l’ultimo aggiornamento con altri 3 pazienti Covid morti, tutti della provincia di Pesaro, due dei quali under 70. Il totale delle vittime marchigiane sale a 977.
 

Ultimo aggiornamento: 15:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA