Caro gasolio, pescatori e grossisti delle Marche alla protesta a Roma. Ecco cosa chiedono per tornare in mare. Il caso alla Ue

Caro gasolio, pescatori e grossisti delle Marche alla protesta a Roma. Ecco cosa chiedono per tornare in mare. Il caso alla Ue
di Emidio Lattanzi
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Giovedì 10 Marzo 2022, 02:35 - Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 08:17

ANCONA - Sono partiti all’alba, dai tutti i principali porti delle Marche. Da Ancona, Civitanova, San Benedetto. Destinazione Roma, piazza Santi Apostoli, a due passi dall’Altare della Patria e dai negozi di via del Corso. Ma anche ad un tiro di schioppo da Montecitorio. Erano tanti. Dalle Marche ma anche dal resto d’Italia. Si parla di migliaia di persone, centinaia di pescatori dai porti della nostra regione che ieri hanno raggiunto il centro della Capitale intonando slogan e piazzando striscioni. 

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Il refrain
Il refrain è sempre lo stesso: una categoria vessata da mille restrizioni. Fermo pesca, ore e giornate di stop aggiuntivi, la necessità di contributi per il Covid e ora la stangata del caro gasolio che ha portato tutti a tenere i motori dei pescherecci spenti per almeno una settimana. Barche ferme però significa anche zero pesce. Zero pesce è uguale a nessun guadagno. Il più classico dei circoli viziosi dal quale la categoria può uscire soltanto battendo i pugni sul tavolo della politica. Ed è quello che i marittimi hanno provato a fare ieri. Perché ai momenti di protesta sono seguiti quelli degli incontri. 


Gli incontri
Prima con alcuni referenti politici dei vari partiti poi con il sottosegretario alla Politiche Agricole Francesco Battistoni. E sul tavolo, insieme ai pugni, sono finite anche le richieste. Un elenco di punti fermi da mettere in campo per poter ripartire senza morire. Per cominciare, ovviamente, c’è l’attuazione di sgravi sul gasolio. Attuazione che deve essere immediata. «Con l’aumento del prezzo al barile - spiega il civitanovese Francesco Calderoni, presidente di Marinerie d’Italia - il prezzo alla pompa per l’imbarcazione ha superato anche l’euro. Con queste cifre è impossibile andare in mare». E ancora: sul tavolo della trattativa i marittimi hanno messo anche la richiesta di 20 milioni di contributi che devono coprire il gap creato dal Covid ma anche le difficoltà legate ai fermi pesca. Soldi ai quali devono aggiungersi ulteriori fondi da parte dell’Unione Europea. Al Governo è stata anche chiesta la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e la cassa integrazione in deroga. 
Ma la manifestazione di ieri ha fatto registrare anche un’altra novità. Al fianco dei marittimi e degli armatori c’erano anche i commercianti. Da San Benedetto, ad esempio, è partito Lorenzo Marinangeli, uno dei principali imprenditori ittici del sud delle Marche che si è unito ai pescatori nella protesta. Consigliere comunale della Lega ha anche incontrato il delegato alla Pesca del partito salviniano Lorenzo Viviani. «Lo stop di tutte le marinerie d’Italia per noi comporta una crisi enorme. E una crisi per tutti: dai commercianti all’ingrosso come me ma anche per tutto l’indotto - ha affermato Marinangeli - Migliaia e migliaia di aziende e di famiglie che questa settimana non hanno prodotto niente e che sperano che questo sacrificio venga capito dal nostro Governo che deve sforzarsi per consentire al settore di superare una situazione davvero insostenibile». Battistoni, sottosegretario alle politiche agricole, ha annunciato la prossima adozione di un provvedimento ministeriale d’urgenza che offra un sostegno finanziario alle imprese di pesca colpite oltre che dall’emergenza sanitaria anche dalla crescente crisi energetica. L’ipotesi è quella di un’iniezione finanziaria di 20 milioni di euro. Ma ha anche garantito la velocizzazione delle liquidazioni degli indennizzi Covid e la costituzione di un tavolo di confronto tra il Mipaaf, il Ministero del Lavoro, quello dell’Economia e delle Finanza per sciogliere gli altri nodi sul tavolo, a cominciare dal completamento della riforma degli ammortizzatori sociali. Nelle ultime ore è arrivata la richiesta della Commissione europea agli Stati membri di indicare l’impatto che i recenti accadimenti stanno producendo sul settore, evidentemente nell’ottica di adottare strumenti d’emergenza in grado di alleviare le difficoltà enormi che sta vivendo il settore. Domani è previsto una riunione delle marinerie marchigiane ad Ancona per fare il punto della situazione.


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