In mare per una notte per sfruttare il carburante già nei serbatori poi la pesca si riferma. Ecco quando e cosa chiede la marineria

In mare per una notte per sfruttare il carburante già nei serbatori poi la pesca si riferma. Ecco quando e cosa chiede la marineria
In mare per una notte per sfruttare il carburante già nei serbatori poi la pesca si riferma. Ecco quando e cosa chiede la marineria
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Domenica 13 Marzo 2022, 02:35 - Ultimo aggiornamento: 16:06

ANCONA - Una notte in mare e poi si vedrà. Salvo colpi di scena le barche dei porto marchigiani torneranno in mare allo scoccare della mezzanotte per poi fermarsi nuovamente in attesa di sviluppi e con tutta una serie di valutazioni da fare. È quanto deciso al termine della lunghissima giornata di ieri che ha visto i rappresentanti delle marinerie marchigiane spostarsi da una parte all’altra dell’Adriatico, questa volta in auto, per incontrare i propri colleghi di Abruzzo, Romagna e Veneto. I dialoghi più intensi sono stati con le marinerie del nord intenzionate a riaccendere i motori dei pescherecci e stoppando così, di fatto, uno sciopero che, all’ora di pranzo di ieri, sembrava destinato a proseguire ad oltranza.

 

Confronto serrato
Era la volontà della marineria civitanovese con in testa Francesco Calderone che ha fatto visita prima ai colleghi di Ancona e poi a quelli di Rimini per convincerli a restare sulla terraferma anche nei prossimi giorni. Un’impresa che, nel primo pomeriggio, sembrava essere quasi riuscita fino a quando da Chioggia è arrivata la notizia che i marittimi veneti avrebbero comunque preso i pescherecci almeno per una battuta di pesca. A seguirli, subito dopo, sono stati quelli di Ancona. Così il compromesso è arrivato in serata: questa notte si torna in mare, si riporta il pesce in banchina e poi ci si ferma di nuovo riflettendo su come andare avanti. 


Il compromesso
«Alla fine si è deciso così - ha spiegato Apollinare Lazzari, presidente dei Produttori Pesca di Ancona - domani (oggi ndr) ci sarà un’altra riunione ma credo che non cambierà la decisione di tornare in mare per la prima notte della settimana». Quindi un nuovo stop la cui durata è ancora tutta da definire e legate indissolubilmente al prezzo del gasolio. «La maggior parte delle barche ha ancora delle scorte di nafta acquistate nei giorni precedenti all’impennata dei prezzi - afferma Lazzari -. Una volta finite quelle allora saremo proprio costretti a fermarci perché non avrebbe alcun senso lavorare con il gasolio a quelle cifre stellari». Tra le prime marinerie ad accettare l’idea di un rientro in attività c’è anche quella di San Benedetto dove, venerdì mattina, si sono registrati anche momenti di tensione tra alcuni addetti ai lavori divisi proprio tra chi voleva continuare nella protesta e chi invece spingeva per un rientro in Adriatico. Alla fine la scelta sembrerebbe accomunare tutta la costa orientale della Penisola, dalla Puglia fino al Veneto mentre per quanto riguarda il Tirreno si era parlato di una prosecuzione della protesta per le marinerie di tutta la costa dalla Sicilia fino alla Toscana, eccezion fatta per il porto di Mazara del Vallo. Una scelta sulla quale ha influito anche il discorso dello scoperto degli autotrasportatori prima annunciato e poi revocato, che avrebbe messo in difficoltà i commercianti ittici e che poteva invogliare i marittimi a non rientrare in mare. E proprio i commercianti guardano con preoccupazione al futuro. «È ovvio che chi lavora all’ingrosso ma non a livello industriale - ha spiegato Lorenzo Marinangeli, commerciante ittico sambenedettese - con questo sciopero viene tagliato fuori. Noi operiamo con le barche e soltanto in piccolissima parte con il prodotto di importazione. Io questa settimana sono rimasto chiuso».


Le decisioni
Chiuso come alcuni ristoranti specializzati nel pesce fresco che sono sparsi lungo la riviera marchigiana e che hanno deciso di non aprire per seguire anche la protesta dei pescatori. A Grottammare, sulla costa Picena, uno ha serrato le porte motivandolo così: «Chiusi per mancanza di pesce e per solidarietà con i pescatori».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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