Pescherecci ancora fermi, oggi summit decisivo. Incontro ad Ancona delle marinerie italiane. Chi vuole andare avanti ad oltranza e chi no

Pescherecci ancora fermi, oggi summit decisivo. Incontro ad Ancona delle marinerie italiane. Chi vuole andare avanti ad oltranza e chi no
Pescherecci ancora fermi, oggi summit decisivo. Incontro ad Ancona delle marinerie italiane. Chi vuole andare avanti ad oltranza e chi no
di Maria Teresa Bianciardi
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Sabato 12 Marzo 2022, 02:15 - Ultimo aggiornamento: 14:52

ANCONA - Una settimana di stop, da lunedì scorso a domenica, con i pescherecci marchigiani fermi in porto e gli armatori in corteo a Roma: un pressing per far sentire al governo la voce di un settore piegato dal caro carburante che nel giro di pochi giorni è passato da 70 centesimi a 1,20 euro al litro.

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L’incubo gasolio
Costi esorbitanti: il pieno di un’imbarcazione di medie dimensioni allo stati attuale arriva a costare fino a 3mila euro. Dopo la manifestazione nella Capitale, le marinerie d’Italia hanno fatto base ad Ancona, ieri per decidere le prossime mosse. Non è stato un incontro tutto rose e fiori, visto che i pescatori nel nord Adriatico sono intenzionati a tornare in mare, mentre quelli del centro e del sud vorrebbero mantenere la linea dura. Ma nella giornata di oggi si dovrebbe sciogliere il rebus: «La situazione non è semplice - sottolinea Apollinare Lazzari presidente dell’Associazione produttori pesca di Ancona - pensiamo a quello che sta accadendo, con il carburante il cui costo che si è triplicato nel giro di poche settimane, ma anche alla situazione dei nostri pescatori che non usufruiscono della cassa integrazione». L’idea potrebbe essere quella di uscire in mare un paio di giorni e poi di rivedere la mobilitazione: «Attualmente abbiamo i serbatoi pieni di nafta pagata a caro prezzo ma non come è arrivata in questi giorni - sottolinea Lazzari -, vediamo dalla riunione di domani (oggi, ndr) cosa viene fuori». Sono i marittimi dell’Alto Adriatico, Chioggia e Rimini, ad essere i più titubanti e preferiscono tornare in mare. «La settimana di stop ha avuto il suo effetto - rimarca Simone Cecchettini, responsabile del settore Agroalimentare e Pesca marittima di Legacoop Marche - il governo sta ragionando su alcune misure con il tavolo di crisi presso due ministeri. Ma se al nord si tornerà a pescare quasi inevitabilmente toccherà anche ai pescherecci marchigiani». 


Ultimo appello
La riunione di ieri ad Ancona è stata particolarmente accesa: una delegazione del Molise, con il presidente dell’associazione Armatori Paola Marinucci, ha annunciato la decisione di «proseguire con il blocco dei pescherecci. Siamo quasi tutti d’accordo - ha dichiarato Marinucci - nel proseguire la protesta. Puglia, Calabria, Abruzzo, Lazio e Marche la pensano come noi in Molise. Solo dall’alto Adriatico sono dubbiosi». Oggi il confronto decisivo ed entro domani la decisione finale.
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