«Bollette quadruplicate». Hotel, agriturismi e Spa: un inverno a luci spente (e tariffe ritoccate) nelle Marche

«Bollette quadruplicate». Hotel, agriturismi e Spa: un inverno a luci spente (e tariffe ritoccate) nelle Marche
«Bollette quadruplicate». Hotel, agriturismi e Spa: un inverno a luci spente (e tariffe ritoccate) nelle Marche
di Andrea Maccarone
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Giovedì 6 Ottobre 2022, 03:30 - Ultimo aggiornamento: 15:41

ANCONA Le strutture ricettive strozzate dal caro energia alzano bandiera bianca. Federalberghi, a livello nazionale, ha stimato che rispetto all’anno scorso i costi di luce e gas possano aumentare quattro volte e non basteranno a contenere la stangata i crediti d’imposta che potrebbero arrivare dal Governo. A Natale, così, si rischia di restare chiusi. Tra alberghi, resort e agriturismi con spa, anche nelle Marche arrivano le prime defezioni. «Ci rivedremo in primavera» annuncia Rossella Di Munno, titolare di Borgo Frescina ad Abbadia Di Naro nell’entroterra pesarese. Idem sulla baia di Portonovo: «Ci fermeremo a novembre e ripartiremo quando la situazione sarà migliorata» afferma Eros Renzetti, titolare del Fortino Napoleonico. 

«Chiudere temporaneamente»

«Stiamo valutando il da farsi - ribatte Paolo Biagiali, responsabile eventi della Tenuta Santi Giacomo e Filippo ad Urbino - se i costi continuano a lievitare e l’affluenza cala, non resta che chiudere temporaneamente». Scenario che ben rappresenta lo stato di apprensione, e soprattutto di difficoltà, in cui versano le imprese del settore ricettivo, con l’avvicinarsi del periodo più problematico dell’anno. Dopo un’estate in cui il caro energia è stato in parte attutito dal boom delle presenze turistiche, adesso è il generale inverno a terrorizzare le imprese. In particolare le strutture ricettive che si troveranno a dover sostenere consumi energetici di luce e gas maggiori rispetto agli standard della bella stagione. «I costi di gestione sono troppo alti - lamenta Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio Marche - gli alberghi non ce la fanno più e sono costretti a chiudere».

Le tariffe

Oppure non resta che alzare le tariffe «ma inevitabilmente andrebbero fuori mercato - continua Polacco - quindi rischiamo di trovarci con un territorio che ridurrà di molto la capacità di accoglienza durante le festività natalizie. A meno di interventi strutturali da parte del governo». A Senigallia le previsioni per la stagione invernale sono alquanto preoccupanti: «Da quanto mi riferiscono gli associati avremo non più 7 strutture aperte - afferma Alberto Tassi, presidente di Asshotel Confesercenti Marche - dieci anni fa erano 26». Per invertire il trend, e sostenere un ritocco delle tariffe, Tassi guarda ai mercati esteri: «la Regione deve pianificare una seria promozione sui circuiti internazionali - continua - altrimenti non potremo nemmeno applicare un aumento del 20% sul prezzario». Non rimane che guardare a formule più sostenibili. «Dobbiamo ripristinare il vecchio impianto a gpl - afferma Vittorina Nori Zuffellato, titolare del resort Borgo lanciano - i serbatoi che avevamo sotto terra li abbiamo tolti quando siamo passati al gas, e adesso rimetterli sarà complicato. Ma non possiamo fare altrimenti».

Le strutture

Borgo Lanciano resterà aperto quest’inverno, ma la titolare si prepara a fronteggiare i duri colpi del caro consumi: «Prima pagavamo sui 6mila euro al mese di elettricità - racconta - adesso siamo intorno ai 30mila». Cifre da capogiro. «I margini non ci sono - prosegue - ma bisogna resistere». Della stessa opinione il titolare della Tenuta Santi Giacomo e Filippo: «Noi speriamo di poter fare la stagione invernale - afferma Paolo Biagiali - ma se dovessimo trovarci in difficoltà non nego che, prima di propendere per la chiusura temporanea, proveremo ad utilizzare la cassa integrazione per i dipendenti». 

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