Il capriolo graziato non fa più paura. «Ha vinto la natura». Penna San Giovanni, il sindaco si è rifiutato di farlo abbattere nonostante i due feriti

«Avrei legittimato una battuta di caccia indiscriminata contro animali innocenti»

Il capriolo graziato non fa più paura. «Ha vinto la natura». Penna San Giovanni, il sindaco si è rifiutato di farlo abbattere nonostante i due feriti
di Giulia Sancricca
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Martedì 21 Giugno 2022, 02:40 - Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 10:16

PENNA SAN GIOVANNI - Dal pericolo di essere abbattuto alla salvezza, il passo - anzi il salto - è stato breve per il capriolo che nelle scorse settimane aveva seminato il panico tra residenti e turisti a Penna San Giovanni. Sembra, infatti, che l’animale sia tornato a correre nelle alture da cui era arrivato. Una storia a lieto fine - almeno per ora - che porta la firma del sindaco Stefano Burocchi. È stato lui ad attendere prima di emettere l’ordinanza di abbattimento dell’animale.

E questa attesa per il momento gli ha dato ragione. A due settimane dalle aggressioni agli umani (un cittadino pennese aveva riportato 39 punti di sutura), del capriolo non c’è più traccia e nel piccolo paese dell’entroterra Maceratese è tornata la serenità, con una consapevolezza in più: la necessità di convivere con la fauna selvatica che si spinge sempre di più verso i centri abitati. 


Lesioni gravi
Per giorni, per le vie del paese non si parlava d’altro: un maschio di capriolo aggrediva gli umani, provocando anche gravi lesioni. Tra la paura dei suoi concittadini e la tutela della fauna, il sindaco ha però scelto l’equilibrio. «L’istituzione deve tutelare il patrimonio di questo mondo: la flora e la fauna». Ne è convinto Stefano Burocchi che ancora oggi ribadisce i motivi della sua scelta. «Se io avessi emesso una ordinanza di abbattimento a cuor leggero - dice - , notificandola alle forze dell’ordine, avrei legittimato i cacciatori ad organizzare una battuta di caccia a tappeto. A pagare questa scelta con la morte sarebbero stati tutti gli esemplari maschi di capriolo che finivano sulla strada dei cacciatori, sebbene quello aggressivo fosse solo uno. Non me la sono sentita di autorizzare l’uccisione di bestie innocenti e credo di aver fatto bene». 


La riflessione
Una scelta che ha comunque richiesto una lunga riflessione: in questo periodo sono molti i turisti che scelgono i Sibillini per le passeggiate all’insegna delle bellezze naturali di questi luoghi e la notizia di un capriolo pericoloso rischiava di scoraggiare gli appassionati a scegliere Penna San Giovanni. «È possibile che le vittime del capriolo avessero invaso involontariamente il suo territorio - prosegue Burocchi - e per questo ne hanno scatenato l’aggressività». Così il primo cittadino accende i riflettori su un tema che ultimamente si fa sempre più importante. «Dobbiamo saper convivere con gli animali selvatici. Un tempo restavano nelle loro zone, ora si avvicinano sempre di più all’uomo. Non possiamo pensare di abbattere o distruggere tutto quello che può essere pericoloso per noi. Sappiamo che anche le vipere sono pericolose, ma non per questo ci sono sindaci che decidono il loro abbattimento. Prima di emettere una ordinanza, nonostante io abbia avuto decine di sollecitazioni, bisogna pensare bene a tutte le conseguenze. Lo avrei fatto in qualsiasi situazione e per qualsiasi altro tipo di animale». 


Il sopralluogo
La conferma che il capriolo potrebbe essersene andato di sua spontanea volontà è arrivata dagli agenti della polizia locale e provinciale. «I nostri vigili hanno fatto più volte il sopralluogo su mia richiesta - racconta Burocchi - , ma non hanno visto nulla. La scorsa settimana si è svolto l’ultimo controllo a tappeto con i colleghi della polizia provinciale e non hanno rinvenuto tracce del capriolo. Nemmeno il cittadino che è stato aggredito lo ha più visto nei paraggi. Ci piace pensare - conclude - che fosse solo di passaggio e che sia tornato nella sua zona».

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