Nostre signore della birra, le artigianali di alta qualità marchigiane hanno vinto premi nelle più importanti competizioni

Sabato 12 Giugno 2021 di Elisabetta Marsigli
Giovanna Merloni e Nicoletta Tagliabracci

PESARO - Se fu una donna, l’eclettica botanica e monaca tedesca Hildegard von Bingen, a scoprire e studiare, nel XII secolo, le proprietà del luppolo, è naturale pensare che in una ciotola primitiva di acqua e semi di cereali, si sia innescata una fermentazione spontanea e che il risultato sia stato una bevanda corroborante ed energetica, prodotta con facilità dalle donne, prima ancora del vino.

 
Le donne della birra 
Accantonando anche l’ormai obsoleto assioma “pizza-birra-estate”, possiamo oggi riconoscere che gli abbinamenti con la birra sorprendono ancora anche i palati più sopraffini e che il mercato si è arricchito di un’offerta improvvisa e inaspettata, quella dei microbirrifici e delle beer firms. «Una nazione come l’Italia, da sempre vocata alla viticoltura, si è riscoperta fantasiosa nella scelta degli ingredienti, recuperando spesso campi di orzo poco produttivi e aggiungendo quel tocco di creatività nell’aggiunta di frutta, spezie ed erbe territoriali, rinsaldando così il legame con la terra.

Ed è qui che tornano in scena le donne, sia come produttrici sia come mastre birraie», spiega Nicoletta Tagliabracci, ambasciatrice dell’enogastronomia della nostra regione. Nel 2015, a Genova è nata l’Associazione delle Donne della Birra a cui, oltre a produttrici e giornaliste, si sono aggiunte Bière Sommelier, degustatrici e publicans, distribuite tra Italia e Svizzera.

«Come Ambasciatrice delle Marche sono molto orgogliosa di segnalare un numero crescente di appassionate e tre realtà a conduzione femminile attive nella regione: Gloria Mundi, una beer firm di Serrungarina in provincia di Pesaro che ha creato 3 birre di ispirazione belga; Il Birrificio IBeer che ha sede a Fabriano e MC77 (Caccamo, Mc), che non fa ancora parte dell’associazione, e produce birre ricche di gusto e fortemente caratterizzate da ingredienti naturali, tipici del loro territorio, e da spezie. Tutte birre artigianali di alta qualità che hanno vinto premi nelle più importanti competizioni mondiali». 


I birrifici al femminile nelle Marche
“Ogni birra ha una sua storia, ogni storia ha una sua birra!”: è questo lo slogan di IBeer di Fabriano, ideato dalla birraia Giovanna Merloni. Tutte le fasi della produzione avvengono all’interno dell’impresa agricola: a partire dalla coltivazione dell’orzo, per arrivare al confezionamento del prodotto finito ed imbottigliato. «Come donna della birra ho scoperto come un hobby che appassiona può diventare una professione e credo di aver trovato la mia missione proprio nel fare birra. - afferma Giovanna - Credo che sia nel Dna femminile l’attenzione ai profumi e ai sapori, il gusto del bello: cose che possono fare la differenza qualitativa».

Per Gloria Mundi di Serrungarina, la birra artigianale è un concetto moderno, non antico. Per birra artigianale si intende un prodotto non di massa, ma amato, testato e pensato con rispetto, per il consumatore, per il cliente, per chi beve godendo del piacere di bere. «Amare la nostra birra significa entrare nella sua sostanza plasmando la sua natura per tendere all’eccellenza. - afferma Margherita Berardi - È un amore sempre corrisposto. Le nostre sono birre premiate e riconosciute e rientrano nell’alveo delle birre che possono raccontare una bellissima storia d’amore». Su associazioneledonnedellabirra.it, spunti, ricette e laboratori di formazione online.

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