Barriere architettoniche, arrivano i fondi ai Comuni ma dopo tre anni di attesa: ecco quanti soldi sono

Lunedì 18 Ottobre 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Barriere architettoniche, arrivano i fondi ai Comuni ma dopo tre anni di attesa: ecco quanti soldi sono

ANCONA - Ci sono leggi nate male che finiscono nel dimenticatoio, altre che fanno fatica a decollare, altre ancora che vengono ripescate dal mazzo e finanziate in ordine sparso quando qualcuno se ne ricorda, chissà perché. A quest’ultimo gruppo appartiene la legge del 9 gennio 1989, che stabilisce regole e fondi per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Una norma encomiabile che 32 anni fa è stata accolta con tutti gli onori, considerata l’avamposto della battaglia contro le difficoltà quotidiane delle persone con difficoltà motorie e disabili. 

 


Gli ostacoli
Negli anni Duemila, però, qualcosa è andato storto. Lo ricorda la Regione Marche in una delibera con cui si assegnano quasi 3,2 milioni di euro arrivati dal governo centrale per i Comuni che devono ancora ottenere i fondi richiesti nel 2018. Si tratta di una quota residua, perché tre anni fa alle Marche sono arrivati 11,3 milioni a fronte di un fabbisogno di 14,5: ma la storia della legge per abbattere le barriere architettoniche trova ostacoli ovunque. 


Lo stop improvviso
A cominciare, appunto, dagli anni Duemila. «Dal 2002 al 2017 i finanziamenti statali previsti dalla legge 13/89 non sono stati più ripartiti tra le Regioni - si ricorda nella delibera regionale - , ad eccezione di una esigua quota delle risorse finanziarie affluenti al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali per l’anno 2004 (20 milioni di euro)». Nel frattempo la La Regione dal 2005 al 2014 (ad esclusione dell’anno 2009) ha cercato di sopperire con fondi propri, pari a quasi 9 milioni di euro «al soddisfacimento delle richieste di contributo per l’eliminazione ed il superamento delle barriere architettoniche. Fondi comunque risultati insufficienti a coprire l’intero fabbisogno regionale comunicato dai Comuni». Nel frattempo gli enti continuavano a richiedere le somme previste dalla legge dell’89 e al primo marzo 2017 il fabbisogno era arrivato a superare i 14 milioni e mezzo.


Lo sblocco
Finalmente, a febbraio 2018, la prima risposta da Roma: vengono assegnati 11 milioni 344mila euro alle Marche per il triennio 2018-2020 a fronte di uno stanziamento totale di 180 milioni. Ma la cifra non basta a sanare tutte le richieste di contributo e a novembre dello stesso anno con decreto del presidente del Consiglio dei ministri vengono stanziati ulteriori 50 milioni di euro, di cui 3,18 milioni alle Marche. Verranno finanziate tutte le domande presentate entro il 01 marzo 2018 dai cittadini e quantificate in circa 2,90 milioni. «Le risorse non utilizzate ai fini del riparto, verranno divise tra i Comuni unitamente alle prossime risorse statali assegnate alla Regione Marche per le finalità della legge 13/1989».

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