Banche, lo stop dei sindacati: «Intesa, 40 sportelli chiusi». Sovrapposizioni e della riorganizzazione dopo l’acquisizione di Ubi

Domenica 12 Settembre 2021
Banche, lo stop dei sindacati: «Intesa, 40 sportelli chiusi». Sovrapposizioni e della riorganizzazione dopo l’acquisizione di Ubi

ANCONA Il tema non era “se”. Piuttosto “quando” e soprattutto “quanto”. E le risposte gradualmente sono arrivate. L’attivazione del piano di gestione di Intesa Sanpaolo sulle Marche - operativo dallo scorso 12 aprile - ha sollevato l’allarme dei sindacati bancari delle Marche, con le segreterie regionali Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin che hanno espresso in una nota unitaria «forte preoccupazione in merito all’estensione del fenomeno della cosiddetta desertificazione bancaria nelle Marche e della massiccia chiusura di sportelli operata da Intesa Sanpaolo nella regione dopo l’acquisizione di Ubi Banca». 

 

 
I coordinamenti sindacali

Secondo i coordinamenti sindacali Intesa Sanpaolo, «a dicembre si conteranno in questa banca oltre 40 chiusure di sportelli effettuate in soli 8 mesi». «Le Marche - affermano - hanno visto diminuire la rete degli sportelli bancari di un terzo negli ultimi dieci anni passando da 1.194 sportelli del 2011 ai 790 a fine 2020; il numero dei comuni serviti da banche è sceso da 212 a 184. 


Il potenziale aumento
Prossimamente, il numero potrebbe aumentare per operazioni in quella banca ed in altre (es. Credit-Agricole/Creval ecc)». Per i sindacati, le scelte operate «non tengono minimamente conto delle distanze intercorrenti tra sportelli e delle difficoltà legate alla viabilità, che inevitabilmente determineranno forti disagi». Molte chiusure - aggiungono - «andranno ad insistere in zone già fortemente provate dal sisma che ha colpito la nostra Regione: la zona del cratere del sisma del 2016 è tra quelle maggiormente interessate dalla riduzione degli sportelli». A pagare quella che i sindacati definiscono «politica di disimpegno», saranno «le fasce più fragili della popolazione e il tessuto economico e delle imprese che hanno mostrato forte resilienza nel mantenere vive le attività, contrastando la desertificazione dei territori, con il rischio di rendere più difficoltosa la ripresa». 


Il tema delle ripercussioni
«Ai disagi subiti dai clienti - proseguono i sindacati - si aggiungeranno le ripercussioni per i dipendenti che, già provati da una impegnativa fusione di fatto tutt’altro che superata, vedranno stravolti percorsi professionali e ridursi le opportunità lavorative. Abbiamo visto scomparire funzioni delle direzioni territoriali e decisionali di Ubi Banca nella pressoché generale indifferenza. Purtroppo dal 12 aprile, data di incorporazione di Ubi in Intesa Sanpaolo, ad oggi, - lamentano e concludono i rappresentanti dei lavoratori - tante sono state le criticità vissute dalla clientela e dai dipendenti: auspichiamo che Intesa Sanpaolo, dimostri concretamente il rapporto di attenzione e collaborazione con l’economia locale che, solo a parole, l’acquisizione di Ubi avrebbe dovuto favorire». 

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