Intesa-Ubi, effetto Marche. «Garanzie per i lavoratori con nuovi centri operativi». Sessanta sportelli saranno ceduti a Bper

Domenica 2 Agosto 2020 di Maria Teresa Bianciardi
ANCONA - La fusione Ubi-Intesa aprirà per le Marche «nuove opportunità». Parola di Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo che ha risposto a stretto giro di posta alla richiesta di incontro del sindaco di Jesi Massimo Bacci - avvenuto ieri - sulle ripercussioni nel territorio e sul futuro dell’ultima direzione territoriale rimasta sulla mappa creditizia della regione. E anche questa risposta è arrivata alla stessa velocità: «Per quanto riguarda la valorizzazione delle strutture presenti a Jesi ed in regione - ha affermato Barrese, - abbiamo confermato al primo cittadino la volontà di creare nelle Marche nuovi importanti centri operativi a supporto delle attività generali del gruppo avvalendoci delle professionalità oggi presenti in Ubi, oltre a potenziare le attività della rete delle filiali. 




Le rassicurazioni
Sotto il profilo occupazionale, ha sottolineato Barrese «è nostro obiettivo valorizzare le persone di Ubi Banca, senza alcun impatto in termini occupazionali. Abbiamo posto le premesse per progettualità specifiche che siano di sostegno alle famiglie ed alle imprese locali».


 
Quindi centri operativi ma non direzioni, visto che Intesa ha già fatto sapere che quelle nuove sono previste solo a Cuneo, Bergamo, Brescia e Bari. All’incontro di ieri era presente anche Cristina Balbo, responsabile della Direzione Regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo che ha sottolineato come, assieme al sindaco jesino, «si sono gettate le basi di collaborazioni e progettualità specifiche a sostegno del tessuto sociale e produttivo locale, delle famiglie e delle imprese, progettualità su cui lavoreremo insieme al Comune di Jesi già dal prossimo settembre». Rassicurazioni che il primo cittadino ha giudicato soddisfacenti: «Ho apprezzato la rapidità di risposta, la volontà di dialogo con le istituzioni e l’impegno ad investire in questo territorio. È un approccio completamente diverso rispetto ad altre esperienze in cui mi sono misurato. Se il buongiorno si vede dal mattino, ritengo che le premesse siano più che positive».

La road map
Intanto procederà in modo spedito con almeno tre tappe fondamentali il percorso che porterà alla fusione di Ubi banca e Intesa SanPaolo, ora che l’opas si è chiusa. L’obiettivo del gruppo guidato da Carlo Messina è deliberare l’unione tra le due banche nella primavera del prossimo anno, entro il primo semestre 2021. Dopo il pagamento del corrispettivo ai soci che hanno portato in adesione le azioni, previsto mercoledì 5 agosto, il primo passo per Cà de Sass, da nuovo azionista di maggioranza di Ubi, sarà chiedere un’assemblea per il rinnovo del cda. Il board attuale, salvo dimissioni domani, dovrebbe convocarla a stretto giro, tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Con un cda di suo gradimento, la nuova Ubi sotto il cappello di Intesa delibererà la cessione delle 532 filiali a Bper, insieme ad altre 17, su disposizioni Antitrust, operazione che dovrà essere chiusa entro la fine dell’anno. 

I numeri in regione
Nelle Marche Ubi conta 215 sportelli, Intesa - con i suoi 102 - salirebbe dunque a 317: ma per la normativa antitrust deve cederne 60 a Bper, che conta di lanciare verso la fine di settembre l’aumento fino a 1 miliardo per finanziare l’acquisizione. L’ultima tappa è la convocazione dell’assemblea straordinaria che delibererà la fusione e l’incorporazione di Ubi: stando alle attese, potrebbe tenersi a marzo o ad aprile.

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