Il comandante Danilo Ciccarelli è marchigiano: «Quell’abbraccio di Nicola lo porterò sempre con me. Come la nascita di un figlio»

Giovedì 24 Giugno 2021 di Massimiliano Viti
Il comandante Danilo Ciccarelli è marchigiano: «Quell abbraccio di Nicola lo porterò sempre con me. Come la nascita di un figlio»

MONTE URANO È lui l’eroe del giorno. Danilo Ciccarelli, 54 anni, comandante della stazione dei carabinieri di Scarperia e San Piero, paese in provincia di Firenze, è un monturanese doc. Ma non solo. Verrà ricordato per avere tratto in salvo il piccolo Nicola Tanturli, di nemmeno due anni, scomparso per 34 ore a Palazzuolo sul Senio. Ciccarelli si è calato per 25 metri nella scarpata dove era finito il bambino, lo ha preso e lo ha recuperato, riconsegnandolo ai genitori. 

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Le origini
Un gesto che avrebbe reso orgoglioso suo padre Renzo, conosciutissimo in tutto il centro calzaturiero perché è stato un ex dipendente comunale, storico autista degli scuolabus e volontario con diverse associazioni tra cui la Croce Azzurra Sant’Elpidio a Mare-Monte Urano.


Il racconto
Il comandante Ciccarelli, raggiunto al telefono, ha ancora la voce rotta dall’emozione: «Siamo partiti con mille speranze per trovare Nicola, ma dopo un’ora abbiamo iniziato a pensare al peggio». Fino a quando non è arrivata la segnalazione del giornalista che ha sentito il lamento del bambino. «Anche io sentivo dei lamenti ma erano più riconducibili ad animali selvatici - ricorda il monturanese -. Poi quando sono arrivato lì, Nicola è sbucato dall’erba con quei suoi due occhioni belli. È stata una gioia indescrivibile. Ha sussurrato “mamma” e mi si è aggrappato al collo». Il bambino si trovava sotto un tronco nascosto dall’erba alta a circa 2,5 chilometri dalla sua abitazione. «L’ho subito riconsegnato tra le braccia della madre, ci tenevo tantissimo Per me è stata un’emozione paragonabile alla nascita di un figlio».


I soccorsi
Da quel momento in poi la tensione ha lasciato spazio alla commozione. Nicola Tanturli è stato portato all’ospedale per accertamenti sul suo stato di salute e la procura di Firenze ha aperto un fascicolo al momento senza indagati e senza indicazione di reato. I dubbi sulla vicenda e gli interrogativi da chiarire sono molti. Una vicenda che ha due eroi: il giornalista e il carabiniere. Giuseppe Di Tommaso, inviato de “La Vita in Diretta” e Danilo Ciccarelli. Il comandante dei carabinieri ha trascorso la sua infanzia a Monte Urano dove è rimasto fino all’età di 20 anni. Ora ci abita la madre. «Quando posso scappo a Monte Urano che per me vuol dire relax», racconta. «Monte Urano è la mia infanzia, la scuola, la maturità (istituto per geometri a Fermo). Tutte le estati le trascorro a Monte Urano, lockdown a parte. Ci torno almeno una volta al mese per riabbracciare mamma e gli amici, alcuni dei quali hanno partecipato anche al mio matrimonio celebrato qualche anno fa». E ricorda anche il giorno esatto in cui è andato via dal Comune fermano: 15 ottobre 1987. Dopo la maturità e prima di seguire l’Arma ha fatto lavori saltuari . «Babbo quando vedeva i carabinieri era molto contento e anche per questo ho deciso di fare domanda per accedere all’Arma» spiega Ciccarelli. Ma il legame tra Scarperia e San Piero e Monte Urano è a doppio filo: nel Comune toscano c’è la sede della Ross, l’azienda che ha donato al centro calzaturiero il modulo temporaneo ad uso scolastico post emergenza terremoto. «Un giorno mi chiamò il signor Bettini, titolare della Ross, e mi disse: “Ho questo progetto per costruire una scuola in un paese delle Marche”. Allora gli chiesi quale paese fosse e lui mi rispose a Monte Urano. Il mio paese».

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Ultimo aggiornamento: 16:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA