I governatori mettono Giampieri alla porta. Fincantieri lo difende, ma è Messineo in pole per l'Autorità portuale

I governatori mettono Giampieri alla porta. Fincantieri lo difende, ma è Messineo in pole per l'Autorità portuale
di Andrea Taffi
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Mercoledì 23 Dicembre 2020, 03:55

ANCONA - Per la serie “diffidate da chi vi dice che non è una questione politica, qui è soltanto una questione politica” sta andando in onda il secondo atto del job posting in corso per la poltronissima da 250mila euro di presidente dell’autorità di sistema portuale del Medio Adriatico. Eravamo rimasti alla cinquina in lizza con i tre candidati targati M5S (Africano, comitato di gestione Autority Civitavecchia; Messineo, segretario generale Authority Napoli; Lupi, quadro in Ap a Civitavecchia) affiancati ai locali, l’uscente Giampieri e l’ininfluente Carrabs. 

 
La proroga del presidente
Con la proroga del presidente uscente arrivata al giorno 19 (dei 45 concessi dal ministro) si attendeva la voce dei governatori. Andrà riclassificata al capitolo “il silenzio degli innocenti”. Perché Acquaroli e Marsilio ufficialmente non parlano sulla questione ma a Roma chi ha informazioni doc, dice che i due si sono già espressi. E non a favore di Giampieri perché rappresenterebbe lo status quo e serve un cambio di passo. Con Fincantieri al raddoppio, Msc che studia la banchina per farne l’home port di una linea di crociere e la banchina 26 sbloccata (300 metri a 14 metri di fondali) sarà FdI a spiegare sul cosa si intende per cambio di passo.


I particolari non contano
Ma quando si tratta soltanto di questioni politiche questi sono particolari e i fattori dirimenti sono altri. Per esempio. La ministra De Micheli ha interesse a superare la nottata del rimpasto di governo che Conte sibila a giorni alterni sotto il naso del Pd, i Cinque Stelle a mettere il cappello su qualche posizione di vertice nelle Marche dove sono rimasti con l’8% in Regione. E i governatori? Il coordinatore di FdI Prisco ha detto che si cercavano professionalità di alto profilo, la foglia di fico che sarà spacciata per golden share. 


Con chi stanno i governatori?
E i governatori? Acquaroli, in principio molto cauto, da quando ha iniziato a buttare là frasi tipo «vogliamo competenze» si è capito che il vento tirava verso fuori. Magari verso Napoli, mormorava radio-banchina perplessa sui pessimi rapporti che Messineo, meticoloso conoscitore delle normativa al limite superiore dell’iperburocratico, ha avuto con i dipendenti della locale Autority. 


Le petizioni per Giampieri
Ma il silenzio degli innocenti che rende più perplessi è quello di Marsilio, governatore abruzzese, pare, più propenso ad accordarsi con Pd e Cinque Stelle per Lupi. Chi è Lupi? Il responsabile Affari istituzionali del porto di Civitavecchia che sta seguendo il progetto Zes con l’Abruzzo. Attenzione alla Zona Economica Speciale approvata per il porto di Ortona, perché si porta dietro tanti soldi per migliorare il corridoio trasversale delle reti europee Ten-T Barcellona-Ploce. Ortona-Pescara-Roma-Civitavecchia è una strada che scorre a quattro corsie e le Marche devono stare ben attente. Ma in questo giro sono i grillini a dare le carte ed M5S non si muove dal segretario dell’autorità portuale di Napoli Messineo che resta il favorito. Salernitanno di origine, molto vicino a De Luca (ma ora, pare, scaricato dal governatore campano) e a Pecoraro Scanio, pare abbia usufruito dei buoni uffici che l’ex ministro dell’Ambiente ha presso M5S: il ministro dello Sport Spadafora è stato uno dei collaboratori di Pecoraro e quando si parla di Spadafora è come dire Di Maio. Chi rimane a perorare la causa di Giampieri? Fincantieri che al ministero ha spinto con successo ma aspettava risposte forti dal territorio. Sono arrivate con una petizione pro Giampieri e stendiamo un velo pietoso. Sarebbe servito ben altro. Ma anche questi sono particolari, ormai. Terzo e decisivo atto ad anno nuovo. Tanto possiamo stare tranquilli: non è una questione politica. 

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