Sì viaggiare alla scoperta dei borghi delle Marche, cosa c'è da vedere a Cantiano, Ostra, Urbisaglia e Amandola

Sabato 26 Giugno 2021
Urbisaglia con la Rocca in primo piano, in provincia di Macerata

ANCONA - Quarta tappa del viaggio nei borghi marchigiani alla scoperta di esperienze uniche che hanno come collante il paesaggio, l’arte, le persone e l’enogastronomia che si incontrano su questa terra. Un viaggio che soddisfa la voglia di ripartenza di chi parte e, nel contempo, costituisce uno stimolo ad andare avanti per chi accoglie. Nasce proprio con questa duplice finalità la proposta di legge della giunta regionale delle Marche che mira al sostegno alle iniziative integrate di riqualificazione e valorizzazione dei borghi e dei centri storici delle Marche e promozione e sviluppo della rete dell’albergo diffuso. «Una proposta su cui puntiamo molto come strumento vincente per vivificare e dare impulso al turismo nelle aree interne», ha detto il presidente della giunta regionale Francesco Acquaroli. In questa direzione va anche Marchestorie, festival annuale di promozione e valorizzazione del patrimonio di tradizioni e saperi dei borghi delle Marche che si terrà dal 2 al 19 settembre 2021. I borghi si animeranno dal giovedì alla domenica, non resta che andare a vivere queste emozioni.

Oggi andiamo a Cantiano, Ostra, Urbisaglia e Amandola

 

 

CANTIANO

Alle pendici del Monte Catria, Cantiano sorge attorno alle due rocche: Colmatrano, sulla cui cima restano i ruderi di una torre militare, e Sant’Ubaldo, sede del castello della famiglia Gabrielli di Gubbio. Nel corso dei secoli, l’abitato si estese come testimoniano le prospettive medievali di Via Fiorucci, la Piazza Luceoli, cuore del paese, sulla quale si affacciano il Palazzo Comunale con la Torre dell’Orologio, la Chiesa di San Nicolò, la Via IV Novembre, la Chiesa Collegiata di S. Giovanni Battista. L’ex Convento agostiniano ospita il Museo Archeologico e della Via Flaminia “Corsi”, una sezione geopaleontologica e il Museo della Turba. La Turba è una sacra rappresentazione che, dal secolo di San Francesco, rievoca nelle forme la passione di Cristo. Ogni Venerdì santo, la manifestazione, processione teatrale popolare-religiosa con più di 250 personaggi in costume, trasforma il paese in un grande teatro all’aperto. Nel paniere delle eccellenze cantianesi ritroviamo l’amarena di Cantiano, composta di visciole conservate in sciroppo zuccherino, le carni bovine, equine e suine provenienti in gran parte da allevamenti allo stato brado e semi-brado, il tartufo presente nei diversi periodi dell’anno e la birra del Catria con marchio “Birra Agricola Italiana”. Tutto il massiccio del Monte Catria è la meta perfetta per il trekking, per la mountain bike e per il turismo equestre. 

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OSTRA

Posta lungo il bacino del fiume Misa, fino al 1881 Ostra era chiamata Montalboddo e, secondo la tradizione, venne fondata dagli esuli della città romana di Ostra distrutta dalle invasioni dei Goti. La città è circondata dalla cinta muraria medievale, lunga 1200 metri, intervallata da torrioni a pianta quadrata, nove dei quali tutt’ora esistenti. Sulla piazza centrale, Piazza dei Martiri, si affacciano il neoclassico Palazzo comunale, la Torre civica e il Teatro La Vittoria, che ospita antichi macchinari scenici ancora funzionanti e il sipario originale. Nella piazza sorge anche la Chiesa di San Francesco, dal portico neogotico e coronamento baroccheggiante, ornata da affreschi di Filippo Bellini e svariate tele di Ercole Ramazzani.  Il borgo è conosciuto anche per la produzione artigianale del miele (qualità girasole, erba medica, melata, millefiori, di Sulla) e dell’olio di oliva extravergine, ricavato dalle olive “raggia” tipiche della zona, di formaggi e salumi caratteristici del territorio dell’entroterra. Molto apprezzata è anche la produzione del vino Verdicchio dei Castelli di Jesi D.O.C. e del Lacrima Di Morro D’Alba DOC. Ostra inoltre è anche “Città della musica” e per il mese di Luglio è presente un ricco calendario di eventi musicali accompagnati da enogastronomia di qualità dal titolo “Ostragusto in musica”.

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URBISAGLIA

Urbs Salvia fu un’antica e grande città del Piceno, colonia e municipio romano. Oggi Urbisaglia, su cui sventola la Bandiera Arancione, è una cittadina che domina la valle del Fiastra, cinta da mura, degna erede di quella lontana e gloriosa città romana di cui ritroviamo ricca testimonianza nel Parco archeologico, il più importante e spettacolare delle Marche, di oltre 40 ettari. Sono visitabili il Serbatoio, il Teatro, l’Edificio a nicchioni, il complesso Tempio-criptoportico dedicato alla Salus Augusta e l’Anfiteatro fatto costruire da Lucio Flavio Silva. Ben visibile anche la cinta muraria, conservata per parecchie centinaia di metri su tre dei suoi quattro lati. Poco lontano dal centro abitato sorge l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, con la chiesa, dalle forme architettoniche cistercensi, il Monastero e il palazzo dei principi Giustiniani Bandini, che nel 1773 subentrarono ai monaci cistercensi nel possesso delle terre. L’abbazia è oggi sede della Riserva Naturale Abbadia di Fiastra, che copre 1.825 ettari di terra, e mette a disposizione dei visitatori, oltre ad ampi e accoglienti spazi verdi, numerose strutture tra cui il Museo della Civiltà Contadina, il Museo Archeologico ed il Museo del Vino. Nella riserva si possono percorrere tre sentieri: “La Selva”, “Il Lago e le Vene”, “Il bosco e il fiume”.

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AMANDOLA

È un piccolo centro medievale situato sul versante orientale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini che deve il suo nome alla pianta del mandorlo che un tempo doveva primeggiare nella zona. Il centro storico, al quale si accede tramite una porta merlata, è adagiato su tre colli e si compone di architetture civili e religiose, di imponenti e sontuosi palazzi, di nascosti e graziosi vicoli. 
Dopo il sisma del 2016, molti edifici religiosi, chiese e cappelline, sono state danneggiate e i tanti capolavori artistici al loro interno andavano recuperati, salvaguardati e posizionati in un luogo sicuro e adatto che è stato allestito presso la Ex Collegiata. Il Deposito di Opere d’arte provenienti dalle chiese della città danneggiate dal terremoto ed esposte sotto forma di mostra permanente offre la possibilità di visionare ciò che è stato recuperato. Di particolare importanza Piazza Umberto I, o piazza alta, antico nucleo sociale e religioso della località, che ospita il teatro storico “La Fenice” e il torrione del Podestà, di epoca quattrocentesca. Dal punto di vista gastronomico, Amandola è rinomata per il tartufo bianco pregiato che viene dai suoi boschi ed è anche area di produzione della Mela rosa dei Monti Sibillini, presidio Slow Food. In autunno si tiene “Diamanti a Tavola” - Fiera del Tartufo Bianco Pregiato dei Sibillini. 

 

Ultimo aggiornamento: 15:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA