Il dottor Pesaresi: «Se la tendenza non cambia si arriva al picco il 30 marzo»

Lunedì 23 Marzo 2020
Franco Pesaresi

ANCONA - «In base ai dati a disposizione possiamo ipotizzare con molte cautele, sulla base di proiezioni statistiche, che nelle Marche il picco dei contagiati si raggiungerà il 30 marzo». L’analisi dei numeri diffusi dai bollettini del Gores, non certo un semplice auspicio o una profezia, arriva dal dottor Franco Pesaresi, direttore dell’Azienda servizi alla persona Ambito 9 di Jesi, un professionista con più di 30 anni di esperienza nell’organizzazione dei servizi sanitari e sociali, in passato dirigente dei Servizi sociali del Comune di Ancona e consulente del Formez per progetti di assistenza integrata agli anziani. Nel suo blog, in cui tratta temi relativi alla sanità pubblica e al welfare, ha analizzato l’andamento della curva epidemiologica del Covid-19 nelle Marche calcolando la percentuale di incremento dei contagi rispetto al giorno precedente. Così è arrivato a stimare la data, tra un settimana esatta, in cui si sarà raggiunto il picco, quando l’incremento percentuale giornaliero dei contagiati sarà pari a zero, con il numero massimo dei contagi da Covid-19. Dal 30 marzo in poi, la curva dovrebbe iniziare a scendere. 

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«Naturalmente questa previsione - è la premessa del dottor Pesaresi - può avvicinarsi a ciò che accadrà davvero a condizione che le tendenze attuali vengano confermate anche nei giorni prossimi e che l’impegno attuale della popolazione nel rispetto delle norme igieniche e sulla mobilità continuino con grande determinazione e senza interruzioni». Una proiezione del genere sicuramente incoraggia chi se ne sta rintanato in casa da settimane, lasciando intravvedere una possibile svolta positiva, ma purtroppo conferma anche, come fa notare il direttore dell’Asp 9, «che nei prossimi 10 giorni lo stress delle nostre strutture ospedaliere non solo continuerà ma la pressione aumenterà costantemente con un numero sempre crescente di nuovi malati».

L’analisi del dottor Pesaresi evidenzia che nelle Marche il tasso di incremento dei contagi rispetto al giorno precedente va diminuendo seppur con un andamento non sempre lineare. «La percentuale di incremento più bassa si è raggiunta il 20 marzo con l’8,7% di nuovi contagi rispetto al giorno precedente - spiega l’esperto di servizi socio-sanitari -. Si tratta di una ottima notizia (9 giorni prima era tre volte tanto) che ci fa capire che stiamo andando nella direzione giusta e che i contagi aggiuntivi giornalieri stanno diminuendo (mentre aumentano quelli complessivi che si sommano giorno dopo giorno)».

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I dati giornalieri sull’andamento dell’epidemia nelle Marche possono però essere influenzati da contingenze nelle infezioni o ad accumuli nella comunicazione dei dati sui contagiati dovuti a diversi fattori, non ultimo il superlavoro dei laboratori di Virologia che processano i campioni. Per ridurre il peso degli eventi casuali, il direttore dell’Asp della Vallesina utilizza la media mobile, uno strumento statistico per il livellamento di serie temporali. Così ogni incremento percentuale giornaliero viene affiancato anche dalla media pesata di tre giorni: quello indicato, il giorno precedente e il successivo. «Con la media mobile risulta evidente e lineare la tendenza la riduzione nelle Marche del tasso di incremento dei contagiati da Covid-2019». In particolare lo studio segnala che le percentuali di aumento sono passate dal 30% al 20% in 8 giorni (dal 6/3 al 14/3) mentre nella scorsa settimana, il tasso di incremento dei contagiati è passato dal 20% al 11% circa (dal 14/3 al 19/3). «In questi ultimi 16 giorni, il tasso di incremento dei nuovi contagi ha avuto un andamento abbastanza lineare con una riduzione giornaliera che supera un punto percentuale, per cui, trasferendo lo stesso andamento ai prossimi giorni possiamo prevedere che l’incremento dei contagi si possa fermare il 30 marzo».

Ma l’andamento della curva può essere influenzato dai nuovi criteri di indagine che la Regione Marche ha annunciato già a partire da questa settimana, quando si dovrebbe cominciare a fare il tampone anche agli asintomatici in isolamento volontario e agli operatori sanitari. «E’ chiaro che se si modifica il quadro dei positivi allargando i tamponi ad una schiera più ampia di popolazione i dati andrebbero rivisti - spiega Pesaresi - Se la base dati varia, per avere dati attendibili sulle previsioni bisognerà far passare diversi giorni».

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